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La sentenza

Lucca, ubriaco prese a calci un infermiere: condannato a risarcirlo

di Pietro Barghigiani
Lucca, ubriaco prese a calci un infermiere: condannato a risarcirlo

Colpito nelle parti intime, l’operatore sanitario fu costretto a operarsi

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LUCCA. Un 16enne in stato di alterazione alcolica portato al pronto soccorso nella notte dopo essere stato trovato in stato delirante nel parcheggio di una discoteca della Media Valle. Era talmente agitato e fuori di sé che per bloccarlo intervennero almeno sei operatori. Uno di questi, un infermiere, subì gli effetti della violenza incontrollata del minorenne che con un calcio lo colpì al basso ventre provocandogli una lesione a un testicolo e l’uscita di un’ernia per la quale fu costretto a operarsi. Ancora oggi porta i segni, anche psicologici, di quell’aggressione.

Quel gesto è diventato una causa per danni avviata dall’infermiere del San Luca al ragazzo, oggi 26enne, e ai genitori, citati in giudizio per il comportamento dell’allora figlio minorenne. Il Tribunale (giudice Anna Martelli) ha escluso la responsabilità per la coppia, residente in Garfagnana, ritenendo, invece, meritevole di condanna il figlio che dovrà pagare all’operatore sanitario oltre 10mila euro tra danni patrimoniali, ma anche biologici e morali, e spese legali. L’infermiere dovrà versare oltre 2500 euro di spese ai genitori del giovane.

L’episodio risale alla notte del 9 ottobre 2016. I carabinieri trovarono il 16enne all’interno del parcheggio della discoteca “Inside” di Borgo a Mozzano. Portato in ambulanza al San Luca, per calmarlo i medici dovettero dargli dei sedativi. Dopo qualche ora l’effetto era svanito e il ragazzo era tornato a essere aggressivo al punto da liberarsi dagli aghi e dalle cannule, oltre che urlare contro il personale ospedaliero. L’infermiere con i colleghi era corso a placarlo ricevendone, al pari degli altri, calci e pugni.

Una pedata aveva raggiunto l’operatore alle parti intime procurandogli lesioni al testicolo destro e anche un’ernia inguinale. Per risolvere il problema di salute si era operato il 13 dicembre 2016. Ma i postumi non lo facevano stare sereno e continuavano a tormentarlo, soprattutto durante i rapporti intimi che spesso doveva interrompere per il dolore.

A livello penale il 16enne aveva ottenuto dal Tribunale per i minorenni di Firenze il perdono giudiziale. Quella notte il ragazzo era scappato di casa per andare a una festa a cui i genitori non lo volevano mandare. Avevano chiamato i carabinieri che erano riusciti a rintracciarlo e a farlo parlare con mamma e papà. Una rassicurazione che era servita a poco. L’epilogo della notte da sballo era stato il pronto soccorso. Agli atti è stata allegata una consulenza di parte, non contestata, nella quale si dà conto della condizione dell’infermiere alle prese con un «disturbo dell’adattamento depressivo ansioso secondario al trauma testicolare subito ad opera di terzi e, disturbi della sfera sessuale legati alla sintomatologia dolorosa e dell’ansia da prestazione. Tutto questo ha determinato importanti ripercussioni nella sua vita relazionale, lavorativa e in famiglia compromettendo in maniera persistente la sua tranquillità». Un quadro chiaro che ha indotto il giudice a riconoscere all’operatore sanitario anche un danno biologico e moralel


 

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