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Politica: la storia

Offre il voto a chi taglia l’erba: d’incanto il prato (comunale) è rasato. Il curioso caso nel piccolo paese toscano

di Luca Dini

	Il cartello
Il cartello

L’anonimo elettore ottiene il risultato in poche ore: l’unica certezza, infatti, è che il cartello sullo scatolone ha funzionato meglio di qualsiasi interpellanza

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PIEVE FOSCIANA. Nella settimana che porta alle elezioni, la campagna per le amministrative riserva sempre colpi di scena. Ma a Pieve Fosciana, dove domenica e lunedì 25 maggio i cittadini saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo sindaco tra Luciano Angelini e Claudio Bertucci, la trovata più efficace e originale non è arrivata dai comitati elettorali, bensì da un anonimo cittadino armato di pennarello e senso pratico.

Il giardino e il parcheggio

La scena si è consumata nei pressi di un parcheggio del paese. Nel bel mezzo di un’aiuola comunale, dove la vegetazione stava crescendo un po’ troppo rigogliosa, è spuntato improvvisamente un cartello artigianale, scritto a grandi lettere nere sopra il cartone di uno scatolone di recupero. Il messaggio, diretto e senza troppi giri di parole, recitava: “Se volete il mio voto venite a tagliare l’erba sindaci”.

Una provocazione ironica e disincantata, specchio di quel pragmatismo tutto garfagnino che bada più ai fatti che ai programmi elettorali.

L’effetto

La vera sorpresa, però, è arrivata poche ore dopo, trasformando la protesta in un piccolo “miracolo” di efficienza pre-voto: ieri, infatti, l’aiuola si presentava rasata, pulita e ordinata. Resta l’enigma su chi sia stato a impugnare il decespugliatore. Sarà stato un colpo di reni degli operai comunali, il blitz notturno di uno dei candidati alla ricerca dell’ultimo voto utile, o la mossa di qualche sostenitore per evitare scivoloni d’immagine a pochi metri dai seggi? Non è dato saperlo.

L’unica certezza è che il cartello sullo scatolone ha funzionato meglio di qualsiasi interpellanza. A Pieve la democrazia diretta ha colpito ancora: un voto in cambio di un’aiuola curata. Chissà se ora l’autore del cartello manterrà la promessa nell’urna.

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