Lucca, dita amputate nel rullo del macchinario: chiusa l’inchiesta sul titolare della ditta
Accusa di lesioni colpose gravissime, la linea continua senza protezioni
LUCCA. Un macchinario assemblato con un pezzo proveniente da un altro blocco e sistemato per far girare la linea continua di una cartotecnica.
Con una vulnerabilità per chi era chiamato a lavorarci, secondo l’accusa: quella di non prevedere un sistema di protezione per gli operai, né di avere una dichiarazione di conformità nel suo complesso.
È la contestazione alla base dell’avviso di chiusura delle indagini inviato al 63enne, residente a Marlia, legale rappresentante della Santa Gemma Trading Company Srl per il reato di lesioni personali colpose gravissime.
La conclusione dell’inchiesta è riferita all’episodio del 30 agosto 2024 quando un 25enne di Lammari rimase con la mano destra dentro un rullo nell’intento di risolvere un inceppamento della carta.
Un infortunio sul lavoro che costò al giovane operaio la perdita, ad altezze variabili delle falangi, di quattro dita.
Un’invalidità permanente che è diventata un’indagine aperta d’ufficio per la gravità dell’incidente avvenuto intorno alle 3, 30 nello stabilimento in via del Brennero a San Marco.
Soccorso prima da un collega che era al comando del macchinario, ma a distanza, e poi dal personale della Croce Verde e dell’automedica, il giovane venne portato a Cisanello.
Impossibile salvare le quattro dita dilaniate dal rullo.
Sul posto i tecnici Asl del reparto prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro ricostruirono la dinamica, ma soprattutto visionarono il macchinario. E scoprirono che era composto da due blocchi costruiti in anni diversi e assemblati in assenza di una certificazione di conformità della componente produttiva rappresentata dalla linea continua per confezionare il prodotto finito. l
P. B.
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