Il Tirreno

Lucca

Si barrica e minaccia di darsi fuoco all’arrivo dei vigili: arrestato Polonia

di Pietro Barghigiani
Si barrica e minaccia di darsi fuoco all’arrivo dei vigili: arrestato Polonia

L’imprenditore non voleva riconsegnare l’impianto di San Cassiano al Comune

09 febbraio 2024
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LUCCA. Il rifiuto di consegnare le chiavi dell’impianto alla polizia municipale è finito con un arresto in diretta davanti a decine di persone tra forze dell’ordine, personale del 118 e genitori dei 120 ragazzi iscritti all’associazione.

Aveva annunciato una manifestazione di protesta, l’imprenditore Claudio Polonia, 48, imprenditore campano residente a Lucca.

Dopo essersi asserragliato in un locale e aver minacciato di darsi fuoco, il presidente della Real Academy è uscito dalla stanza in manette. Arrestato in flagranza di reato dalla Municipale che gli contesta la resistenza a pubblico ufficiale, l’interruzione di pubblico servizio e l’occupazione di suolo comunale. Stamani è prevista la convalida con la direttissima in Tribunale.

Una misura cautelare apparsa agli occhi dei presenti forte rispetto a quella che era nata come un’ostinata forma di difesa di un impianto nel quale il Comune sostiene siano stati commessi abusi edilizi. Di qui la revoca della concessione e le sentenze che i giudici amministrativi hanno declinato a favore di Palazzo Orsetti.

«Mi do fuoco».

Alle 9 gli agenti arrivano a San Cassiano a Vico. Sanno di trovare un Polonia deciso a non mollare. I numeri della Municipale sono di impatto per una semplice consegna di chiavi.

L’imprenditore si mette seduto dietro a un tavolo su cui sono sistemate tre bottiglie da mezzo litro riempite di benzina.

La situazione degenera quando si avvicinano. Polonia si rovescia la benzina su un braccio e urla: «Ho un accendino in mano. Per un campo da calcio guardate che casino state facendo. Mi do fuoco. Entro un’ora voglio parlare con il sindaco e l’assessore». Un proposito naufragato.

Le trattative

Iniziano le trattative con la Municipale per farlo desistere. Nel frattempo all’impianto sportivo arrivano i vigili del fuoco, gli agenti delle volanti e i soccorritori del 118. Fuori decine di genitori degli iscritti alla Real Academy. Si sentono le grida di Polonia in un clima da film. Nessuno si avvicina all’imprenditore che indossa piumino e tuta della Real Academy. Dura circa un’ora il confronto che si conclude con gli idranti dei vigili del fuoco a neutralizzare il presidente. Un blitz che offre ai presenti l’immagine di Polonia che esce dal salone stretto tra due agenti e con le mani dietro la schiena. È ammanettato. Con una mano sulla testa viene sistemato sui sedili posteriori dell’auto di servizio. Direzione comando della Municipale e poi a casa agli arresti domiciliari in attesa della convalida di stamani. «Mio marito non è un criminale, ma l’hanno trattato come se lo fosse» ripete la moglie mentre se ne va al volante di una Maserati gialla.

La disponibilità

In una nota nel pomeriggio «l’amministrazione rileva come per garantire la continuità delle attività sportive, già da dicembre avesse messo a disposizione delle sei squadre attive nella struttura ben tre campi sportivi alternativi: San Vito – già a disposizione di Real Academy – il rinnovato campo di via Matteotti a Sant’Anna e quello di Santa Maria a Colle messo a norma. Nonostante questo, il presidente di Real Academy invece di procedere a preparare il trasferimento delle attività sportive e organizzare i calendari, ha voluto attendere la chiusura forzata di San Cassiano a Vico». E ancora: «L’amministrazione ha cercato in tutti i modi di evitare di giungere a un epilogo di questo genere. Di fronte alla reiterata volontà di ignorare le regole e i richiami, abbiamo dovuto procedere alla risoluzione del contratto per tutelare il bene pubblico».

La parola alla difesa

Fino alle 19 di ieri il provvedimento nei confronti di Claudio Polonia con la fissazione dell’udienza di convalida non era stato ancora notificato ai legali Luca Fontirossi e Luca Cantini che assistono l’imprenditore: «A questo punto chiederemo alla procura che sull’intera vicenda – iniziata il 3 aprile 2023 con i controlli della polizia municipale – venga fatta chiarezza a 360 gradi e che siano esaminati tutti gli atti e la documentazione del procedimento che ha avuto un suo iter a livello civilistico».


 

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