Il Tirreno

Livorno

D’acciaio è la difesa Libertas e il fuoco di Piombino si spegne

di Giulio Corsi
D’acciaio è la difesa Libertas e il fuoco di Piombino si spegne

In un PalaMacchia sold out Ricci, Tozzi e Fantoni schiantano la Solbat Gialloblù costretti alla peggior partita d’attacco ma restano vivi fino al 39’

28 gennaio 2024
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Livorno Tutti in piedi per la Libertas. Finisce con i 2.300 tifosi amaranto a cantare per una vittoria difficile, complicata, sudata e pesantissima, la terza in otto giorni, che riporta la squadra di Andreazza in vetta alla serie B, grazie alla sconfitta di Herons sul campo del fanalino Caserta, in un terzetto di testa con Montecatini e PL nel quale i termali sono ancora primi per la classifica avulsa.

Ma gli applausi sono anche per Piombino (con cento tifosi al seguito) che in via Allende gioca una partita di cuore, carattere, volontà, rientra tre volte dal meno 10, resta in partita fino all’ultimo giro di lancetta grazie a un lavoro di sacrificio in difesa che costringe gli amaranto a 15 palle perse e a tratti apre i cancelli alla sua pallacanestro di corsa, trascinata da un Venucci ispiratissimo anche a gioco schierato.

Ma non basta per battere questa Libertas, stanca, esausta dopo il tour de force con tanto di overtime a Desio, di nuovo imprecisa dalla lunetta (16/25), ma non scarica mentalmente e lo dimostra la prova ancora una volta grandiosa in difesa, capace di tenere l’attacco più prolifico della serie B a 68 punti, record negativo per la Solbat in 21 partite giocate.

Non bisogna essere Dan Peterson per capire che la chiave sta ancora una volta qui, nell’eccellente lavoro fatto in area da Fantoni, Fratto e Tozzi che hanno cancellato nei primi tre quarti l’apporto offensivo di Berra, devastante all’andata, e Azzaro, sfidato, con successo, al tiro da fuori: il conto ai rimbalzi la dice lunga, 45 per la Libertas 32 per Piombino, un gap eclatante.

Chapeau per Antonello Ricci, che ha speso un giga di calorie per stare addosso a Piccone, costretto probabilmente alla peggior partita dell’anno (2/12 su azione), ma che allo stesso tempo è riuscito a trovare riserve auree in attacco dove ne ha messi 15 e soprattutto ha infilato quelli che hanno sigillato il derby, la tripla del 74-65 al 37’30”, che ha ricacciato indietro l’ennesimo tentativo di avvicinamento di Piombino (71-65 al 36’30” firmato Berra), e poi due tiri liberi a un minuto dalla fine dopo che Venucci aveva riaccorciato (74-68, bomba al 38’25”).

L’altro duello decisivo per Livorno è stato quello tra Allinei e Almansi, da cui Greg è uscito davvero da superstar, per atletismo, garra, impatto sulla partita, e la schiacciata a una mano, dopo essersi bevuto sul palleggio l’ex piellino, resterà uno dei gesti tecnici più belli visti in questo campionato.

Sul fronte piombinese Venucci è stato uno spina nel fianco, sia per Williams che soprattutto per Bargnesi, ma ha cantato quasi da solo quando Piombino si è trovata costretta a giocare a difesa schierata senza poter sparare cartucce in contropiede o comunque con azioni fulminee sotto i 10, 8 secondi.

Il piano partita di Andreazza era proprio quello di evitare che la Solbat trovasse praterie in velocità, costringendola a ragionare, a tener palla, a far passare i secondi, a sbattere contro il muro alzato in area e il fiato sul collo agli esterni.

Non è andato in porto nel primo quarto, quando la Libertas ha iniziato contratta, sbagliando qualche canestro facile di troppo e permettendo a Piombino di spingere e trovare canestri in transizione. E infatti i gialloblù, trascinati dagli esterni, hanno firmato il primo allungo: 6-13 dopo 8 minuti con Venucci e Piccone protagonisti, che è diventato 13-21 alla prima sirena grazie a tre tiri liberi di Piccone e alla tripla di Cappelletti. Ma a inizio secondo quarto il vento cambia: Tozzi prende il microfono e segna in tutti i modi, la Libertas in attacco gira palla, trova meglio il canestro e di conseguenza Piombino fatica a correre, gli amaranto piazzano un parziale di 10-0, che poi diventa 27-9 e al 18’ sono avanti 40-30. Da lì i livornesi condurranno per tutta la ripresa, nonostante la Solbat non molli mai e al 29’ trovi anche il pareggio (57-57 con Venucci), annullato da Fantoni (59-57 allo scadere del quarto con un grande assist di Saccaggi) e poi all’inizio dell’ultimo tempo dalla tripla (62-57) di un Saccabomb sofferente fisicamente ma in crescita quanto a grinta e apporto offensivo e sempre raddoppiato, sulla strada giusta per ritagliarsi nuovamente il ruolo dello specialista. l
 

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