Livorno, le scuse ai ragazzi di "Kevin ir nero": «Mi vergogno, vorrei incontrarli»
Il rapper torna a parlare dopo l’arresto per rapina, resistenza e tentata estorsione di due settimane fa. Ora ha l'obbligo di firma: «Bisogna ammetterlo quando si commettono degli errori, avevo tanta rabbia in corpo e l’ho sfogata malissimo»
LIVORNO. «A questi ragazzi voglio chiedere scusa. Quella sera avevo bevuto un po’, ma non è certo un’attenuante: ho sbagliato e se vorranno incontrarmi glielo ripeterò di persona. Quando si commettono degli errori bisogna riconoscerli, assumendosi le proprie responsabilità. Io non sono la persona che emerge da quella vicenda: avevo tanta rabbia in corpo e l’ho sfogata malissimo. Me ne vergogno».
“Kevin ir nero” – all’anagrafe Kevin Abdi Hussein, il rapper livornese di 33 anni arrestato due settimane fa dalla polizia per rapina, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale – si rivolge direttamente ai giovani con cui quella notte, fuori dalla paninoteca “Skip” di piazza Micheli, ha litigato. Uno di loro – secondo l’accusa – è stato rapinato dal cantante della sua felpa arancione sotto la minaccia di un pugno premuto sul volto, poi costretto a dargli i soldi per comprarsi un panino, anche se non avendoli il ragazzo non glieli ha poi potuti consegnare. Infine, inseguito fino a piazza Cavour, ha opposto resistenza, cercando di divincolarsi, agli agenti delle volanti della questura che lo stavano bloccando per trasferirlo nella caserma “Vittorio Labate” di viale Boccaccio per l’identificazione e il successivo arresto in flagranza di reato, poi convalidato.
Il rapper, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, ci mette nuovamente la faccia dopo l'intervista rilasciata al Tirreno una volta liberato dai domiciliari, quando il giudice per le indagini preliminari come misura cautelare gli aveva concesso l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, che in questi giorni chiaramente sta rispettando, recandosi in questura per firmare. Una prescrizione, questa, che domenica scorsa gli ha comunque consentito di organizzare una festa sotto il ponte di Calafuria per presentare il suo primo album, dal titolo “Buffalo K”, in una festa con altri tre cantanti e amici, “Skurbo”, “Bago” e “Iam Tryin”, «la mia “crew”», dice.
«A fine mese replicheremo – prosegue Abdi Hussein – non possiamo ancora dire dove lo faremo perché è un po’ presto, ma sicuramente sarà al solito orario (domenica 30 era alle 17 ndr). Ipotizziamo un luogo del centro». «Mi dispiace per quello che è successo, non ho scusanti – rimarca ancora “Kevin ir nero” – e mi farebbe davvero piacere incontrare quei ragazzi, dire loro faccia a faccia che ho sbagliato, perché quando si sbaglia bisogna dirlo, senza nascondersi. Io ho ammesso fin da subito le mie responsabilità, davanti al giudice non ho negato nulla».
Il trentatreenne – nato e cresciuto a Livorno – in città è molto conosciuto non solo per la sua passione musicale, ma anche perché innamoratissimo tifoso del Livorno, ex calciatore nelle giovanili del Livorno Nord Pontino, mentre da piccolo ha frequentato le Mazzini. «Chiedo ancora una volta scusa a tutti, io non sono così», conclude. Proprio a chi, in seguito all’arresto, lo aveva etichettato come «maranza», lui attraverso Il Tirreno aveva già deciso di rispondere con forza: «I maranza? Io li odio, non sono come loro».
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