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Versilia

La tragedia

Viareggio, malore mentre pesca le arselle: muore annegato alla Lecciona – Chi è la vittima

di Gabriele Buffoni

	I soccorsi (foto Giannini)
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I soccorsi (foto Giannini)

Una donna dalla spiaggia ha notato una sagoma galleggiare e ha chiamato aiuto: due turisti lo hanno trascinato fino a riva. Ogni tentativo di rianimazione è stato però inutile. Sul posto la Capitaneria di porto per ricostruire l’accaduto

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VIAREGGIO. Mezzogiorno è scoccato da una manciata di minuti quando, dalla spiaggia della Lecciona, si alza un grido: una donna richiama l’attenzione degli altri bagnanti, indicando una sagoma galleggiante e riversa tra le onde del mare nel tratto antistante l’area del Palo 14 della spiaggia libera.

L’allarme 

È un uomo, non si muove. Sul litorale si pensa subito al peggio: un paio di turisti non esitano, si gettano in acqua e cercano di raggiungere il prima possibile il corpo, lo trascinano sulla battigia, iniziano a praticare le manovre rianimatorie mentre qualcuno ha già chiamato il numero unico per le emergenze 112 per allertare i soccorsi. Sul posto si precipita il personale sanitario dell’automedica e della Misericordia di Torre del Lago con un’ambulanza: anche loro effettuano ogni tentativo possibile per salvargli disperatamente la vita, ma il cuore di Giovanni Cordoni, 58enne viareggino, non riprenderà più a battere.

Cordoni non si trovava lì per fare il bagno: ancora vestito con maglietta e pantaloncini, era in mare per pescare arselle. Con sé infatti aveva uno zainetto – lasciato sulla riva con all’interno una bottiglietta d’acqua, un mazzo di chiavi (probabilmente di un motorino) e il suo cellulare, bloccato dal codice di protezione – e una sacca con le arselle che era riuscito a pescare prima che accadesse l’impensabile. Un malore probabilmente – questa l’ipotesi dei sanitari intervenuti per soccorrerlo – che l’ha fatto crollare in acqua proprio mentre stava pescando. L’uomo, riverso tra le onde, sarebbe così annegato. Rendendo vani i tentativi di rianimarlo una volta portato a riva, quando – troppo tardi per salvarlo – i bagnanti si sono accorti della sua situazione drammatica.

I soccorsi

Sul luogo della tragedia anche i militari della Capitaneria di Porto di Viareggio per i rilievi del caso: difficile è stata l’identificazione del corpo, dato che l’uomo (subito identificato come caucasico e come un pescatore di arselle) non aveva documenti con sé. Impossibilitati ad accedere alla rubrica del cellulare, i militari sono stati “aiutati” da un messaggio che, successivamente, gli è stato inviato dalla moglie, preoccupata dal fatto di non vederlo tornare a casa. Risalendo così al suo contatto telefonico, gli operatori della Guardia Costiera hanno potuto avvisare dell’accaduto la famiglia, che ha infine potuto procedere al riconoscimento ufficiale della salma presso l’obitorio. Cordoni lascia la moglie e il figlio, sconvolti da questa ennesima tragedia consumatasi alla Lecciona.

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