Livorno, il rapper "Kevin ir nero" lascia i domiciliari: ha l’obbligo di firma
Il cantante, nato e cresciuto in città, era stato arrestato per rapina, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. Oltre a derubare un ragazzo della sua felpa arancione, gli avrebbe intimato di pagargli da mangiare in una paninoteca
LIVORNO. “Kevin ir nero” ha lasciato i domiciliari. Il rapper livornese di 33 anni – Kevin Abdi Hussein il suo nome, arrestato venerdì 21 agosto dagli agenti delle volanti per rapina, tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale – è tornato in libertà. Per lui il giudice per le indagini preliminari ha disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Alle 9,30 di lunedì 24 agosto, insieme alla sua avvocata Barbara Luceri, il cantante è comparso in tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto firmato dalla pm Ezia Mancusi. Dopo la camera di consiglio il provvedimento è stato confermato. Attenuata la misura cautelare, che passa dai domiciliari in cui era stato ristretto nell’immediatezza dei fatti all’obbligo di firma alla polizia di Stato.
Le accuse
“Kevin ir nero”, rap e hip hop i suoi generi musicali preferiti, è nato e cresciuto a Livorno ed era stato fermato dagli agenti della Squadra volante dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della questura, diretti dal commissario capo Gabriele Nasca, nella notte fra giovedì 20 e venerdì 21 agosto ain piazza Cavour, nel pieno centro della città. Per i poliziotti – stando a quanto ricostruito – non è stato semplice bloccarlo e trasferirlo negli uffici di viale Boccaccio, sede secondaria della questura, dal momento che il giovane – secondo l’accusa – per sfuggire all’arresto avrebbe tentato di divincolarsi: «Ha assunto un atteggiamento oppositivo e minaccioso», spiegano da via Fiume. Poco prima, stando a quanto emerso durante l’udienza, aveva costretto la vittima a spogliarsi di una felpa arancione per consegnargliela, premendogli con forza un pugno in faccia e minacciando di colpirlo con violenza. Su un dito indossava un anello che, secondo la tesi accusatoria, avrebbe potuto utilizzare come tirapugni: per questo è stato sequestrato. Per questo fra i reati contestati c’è la rapina. Poi viene accusato di tentata estorsione, in quanto avrebbe intimato allo stesso ragazzo di pagargli da mangiare alla paninoteca “Skip”, in piazza Micheli (in fondo a via Grande), all’esterno della quale in quel momento i due si trovavano. Un tentativo non andato a buon fine solo perché la vittima non aveva i soldi (né la carta di credito) per pagare. Quest’ultima, dopo essere stata derubata dell’indumento, al telefono con il 112 lo ha inseguito a piedi fino a piazza Cavour, dove poi su sua richiesta sono sopraggiunti i poliziotti. Kevin Abdi Hussein – che da piccolo ha frequentato le scuole Mazzini e, in gioventù, giocato a calcio per il Livorno Nord Pontino – proprio qui è stato arrestato in flagranza di reato. Dopodiché il ragazzo rapinato ha presentato la denuncia, formalizzando le accuse.
Chi è il rapper
Trentatré anni, casa alle porte del centro della città, “Kevin ir nero” – questo il suo nome d’arte – è nato nel 1993, si autoproduce e si promuove attraverso i social network e Youtube. A Livorno è molto conosciuto, non solo per la musica. Pubblicizza i suoi lavori sia sulla pagina Facebook personale che su quella Instagram denominata “kev–livorno”. Nei giorni scorsi ha annunciato l’uscita del suo primo album per il 31 ottobre, con la presentazione il 29 agosto (sabato) sulla Terrazza Mascagni.
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