Livorno, ancora proteste da via Gherardi del Testa: raccolta firme contro la malamovida
Una residente, che chiede l'anonimato: «Ho paura a espormi, anche se sono andata in tv. Siamo stati tutti svegli dall'una alle 5. Ho il mio nome sul campanello e temo per la mia incolumità»
LIVORNO. Un’altra notte insonne. L’ennesima – secondo la residente – di un’estate di malamovida nella zona del mercato. «Da mezzanotte – racconta – fuori da quella discoteca c’è stato un viavai incredibile di persone e dalle 2 io e i miei familiari ci siamo svegliati almeno quattro volte. Sono intervenuti anche i carabinieri».
Ancora proteste da via Gherardi del Testa, vicino via Buontalenti. Siamo nel pieno centro della città, in una zona dove le proteste nell’ultimo anno sono aumentate a dismisura. A parlare è un’abitante del quartiere, che ancora una volta per paura di ritorsioni chiede l’anonimato: «Incredibile che mi esponga solo io, in quelle ore alle finestre c’erano diverse persone affacciate e inveire contro questi ragazzi – prosegue – e vorrei che anche qualcun altro dicesse qualcosa, facendosi portavoce dei problemi del rione. Io sono già andata in tv a raccontare le nostre notti insonni, ma temo per la mia incolumità, anche perché ho il nome e il cognome sul campanello». L’anonimato, quindi, per la donna sarebbe fondamentale. Lo giustifica a garanzia della sua sicurezza. Non vuole, insomma, essere riconosciuta, nonostante le apparizioni televisive: «Sono andata su Canale 5», rimarca.
Quando parla della discoteca si riferisce al Surf latin club, il locale notturno che si trova nella stessa strada dove abita, quasi due anni fa temporaneamente chiuso dalla questura dopo una rissa che si è consumata all’esterno, sotto la sua abitazione. In questo caso, il circolo per lo più frequentato da giovani sudamericani, è completamente estraneo alla vicenda: risse non ce ne sono state, né fuori né dentro, quindi non ha alcuna responsabilità in merito ai presunti disordini avvenuti all’esterno. «Le persone che sono uscite – racconta ancora la residente – per ore hanno iniziato a sbattere fortemente i pugni contro la saracinesca del vicino centro estetico: facevano talmente tanta confusione che sembravano colpi di pistola, ci siamo spaventati moltissimo. So che alcuni abitanti del quartiere hanno avviato una raccolta firme».
Già in passato erano stati annunciati esposti in questura. Sicuramente al Tirreno le proteste per la malamovida in questa strada, accompagnate dai filmati, sono state frequenti. «In quei momenti – conclude la residenti – tutta la via era praticamente sveglia, facevano una confusione incredibile, impossibile dormire. Prima o poi qualcuno degli abitanti, esasperato, si renderà protagonista di qualcosa di grave. E noi diremo che poteva essere evitato...».
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