Il Tirreno

Livorno

La testimonianza

Livorno, la via del caos: urla, risse, aggressioni e residenti che hanno paura di parlare – «Dormiamo tre ore a notte»

di Stefano Taglione

	Una delle tante scende di caos notturno 
Una delle tante scende di caos notturno 

Una strada che ogni notte si trasforma in un corridoio di schiamazzi, tensioni e interventi delle forze dell’ordine: tra episodi violenti, locali affollati fino all’alba e residenti allo stremo, via Gherardi del Testa torna al centro delle richieste di sicurezza e controlli

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LIVORNO. Tre ore di sonno. È tutto quello che è riuscita a mettere insieme una residente di via Gherardi del Testa dopo l’ennesima notte di caos. Urla, persone che parlano e gridano in strada fino alle prime ore del mattino, il rumore di chi passa sotto le finestre. Un copione che, secondo gli abitanti, si ripete ormai da mesi e che con l’estate è tornato a farsi particolarmente pesante.

Il racconto

«Sempre uguale – racconta una donna al Tirreno, chiedendo l’anonimato per paura di ritorsioni – visto che le persone che escono da un circolo qui in strada urlano. Gente che sbraita anche solo per passare camminando qui sotto». Una notte difficile, l’ennesima, che ha finito per incidere anche sul riposo. «Avrò dormito tre ore in tutto dalle 6 in poi», racconta. Per chi abita lì il problema non è certo una singola notte. È la continuità di una situazione che si trascina da tempo, soprattutto nei fine settimana e nei periodi di maggiore affluenza nei locali. E che negli ultimi anni è stata accompagnata anche da episodi di violenza.

«Prima o poi qui ci scappa il morto»

«Prima o poi qui ci scappa il morto», prosegue, esasperata, l’abitante. Una frase che restituisce il livello di esasperazione raggiunto da chi vive in quei palazzi e che torna a chiedere interventi concreti per evitare che la situazione possa degenerare ulteriormente. Fra le richieste anche quella di un presidio stabile delle forze dell’ordine nella zona di via Buontalenti.

Sicurezza al Mercato centrale: un problema noto

La questione della sicurezza nell’area del Mercato centrale, del resto, non è nuova. Alla fine di giugno, proprio in via Gherardi del Testa, un trentottenne peruviano era stato soccorso dopo essere stato ferito a una gamba con una bottiglia di vetro. Era stato trasferito al pronto soccorso e dimesso con diversi punti di sutura. La polizia di Stato, che fra l’altro la notte scorsa è intervenuta con una volante senza però rilevare niente di anomalo, aveva ascoltato le persone presenti per ricostruire quanto accaduto.

Un’altra notte da incubo

Poche settimane dopo, a metà luglio, gli abitanti erano tornati a raccontare al Tirreno un’altra notte da incubo. «Volevano picchiarsi, poi qualcuno ha cercato di calmare gli animi», aveva raccontato un’altra residente. «Eravamo stati in ferie tre settimane e avevamo finalmente ritrovato la pace – aveva raccontato la stessa donna –. Tornare significa ripiombare in questo inferno».

️Le richieste dei residenti

Da tempo, quindi, gli abitanti chiedono che la situazione venga affrontata con controlli e prevenzione. A luglio alcuni abitanti avevano rilanciato anche la richiesta di estendere la cosiddetta “zona rossa”, il provvedimento emanato dal prefetto Giancarlo Dionisi in piazza Garibaldi, piazza della Repubblica e aree limitrofe che consente di allontanare determinate persone quando rappresentano un pericolo o un rischio per la sicurezza pubblica.

I limiti della “zona rossa”

Una richiesta comprensibile alla luce dell’esasperazione, ma che difficilmente può rappresentare una soluzione: il provvedimento, infatti, prevede «il divieto di stazionare nelle aree a tutte quelle persone che in tali zone assumano atteggiamenti aggressivi, minacciosi o insistentemente molesti, tali da determinare un pericolo concreto e attuale per la sicurezza pubblica – si legge nel testo – ostacolando la libera e piena fruibilità di queste aree, qualora siano stati già denunciati negli ultimi cinque anni per delitti non colposi contro la persona o il patrimonio o aggravati oppure per i reati in materia di stupefacenti, o per porto di armi o oggetti atti a offendere».

Rumori, schiamazzi e notti insonni

Qui la questione non riguarda tanto gli episodi di violenza, quanto il rumore, gli schiamazzi, le persone che restano in strada fino all’alba. È un problema che si ripresenta da tempo e che ha già prodotto provvedimenti nei confronti dei locali della zona.

La maxi‑rissa del 2024

Nel dicembre del 2024, infatti, in via Gherardi del Testa una maxi-rissa all’esterno del Surf Latin Club aveva coinvolto una ventina di persone e portato poi la questura a chiuderlo temporaneamente. Quattro giovani erano finiti in ospedale con ferite alla testa e al volto e cinque erano state denunciate dalla polizia di Stato.

Proteste ancora vive

Da allora, però, le proteste non sono finite. Anzi, secondo gli abitanti, il problema si è ripresentato più volte. E ogni nuova notte insonne riapre la stessa domanda: come garantire sicurezza e quiete in una strada dove convivono abitazioni e locali frequentati fino a tarda notte? I residenti chiedono una presenza maggiore delle forze dell’ordine, verifiche nelle ore più delicate e interventi in grado di prevenire le situazioni di tensione prima che degenerino. «Serve un presidio di militari fissi in via Buontalenti», è la richiesta di un’abitante. L’obiettivo, al di là delle singole misure, è uno soltanto: tornare a dormire. E soprattutto evitare che la prossima notte di caos possa trasformarsi in qualcosa di più grave: «Non ne possiamo più», concludono i residenti. 

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