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Livorno, il ponte di viale Mogadiscio ora è «manuale». La Port Authority di Pisa: «Siamo preoccupati»

di Stefano Taglione
Il ponte bloccato in posizione verticale
Il ponte bloccato in posizione verticale

Sabato 11 aprile il viadotto si era bloccato in posizione aperta e lunedì 12 si tenterà di risolvere il guasto elettrico

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LIVORNO. Si apre e si chiude manualmente. E oggi, lunedì 12 aprile, forse potrebbe tornare in funzione l’apertura elettronica. Non c’è pace per il porto e in particolare per la Darsena Toscana: dopo il cedimento del ponte che collega Tdt e Sdt alla Fi-Pi-Li – collassato il 6 marzo con i lavori che si stanno prolungando dai dieci giorni annunciati agli oltre 50 se il 27 aprile venisse riaperto – ora a fare crac ci si è messa pure l’unica alternativa, il viadotto di viale Mogadiscio, gestito sempre da Avr, il global service che su disposizione della Città metropolitana di Firenze si occupa della manutenzione ordinaria dell’importantissima arteria toscana.

Nel tardo pomeriggio di sabato 11 aprile, infatti, il ponte secondario (levatoio come gli altri) si è bloccato in posizione aperta. È stato chiuso manualmente, dopo che una fila interminabile di auto si era spinta fino a via Leonardo da Vinci. Attualmente il congegno meccanico funziona, non quello elettronico: il viadotto, infatti, si apre e si chiude “a mano”. Ed è fondamentale che si apra, visto che consente agli yacht oltre i nove metri di altezza di poter entrare e uscire dal canale dei Navicelli, cuore pulsante di un’economia che fa invidia al mondo, rallentata dal crollo del 6 marzo scorso. Fra l’altro, nella Darsena pisana, c’è pure un fiore all’occhiello livornese: Gas and Heat, azienda leader nella produzione dei serbatoi criogenici. Queste imprese, dal momento del cedimento del viadotto principale, hanno faticato non poco. I panfili oltre i nove metri di altezza, infatti, non potevano attraversare il canale, dato che l’apertura del viadotto della Fi-Pi-Li, a causa della cerniera rotta, era impossibile.

Ora l’impalcato è stato rimosso e verrà posato il 15 aprile– secondo l’ultimo cronoprogramma – ma nel frattempo i problemi hanno riguardato pure il ponte accanto, quello di viale Mogadiscio. Che non è, fra l’altro, l’unico a dover essere aperto al passaggio dei natanti: ci sono anche il ferroviario e l’altro sulla Provinciale, oltre alle porte vinciane.

«L’unica soluzione per risolvere queste gravi criticità – le parole del presidente della Port Authority di Pisa, Mirko Benetti, che gestisce il canale dei Navicelli – è realizzare il ponte sullo Scolmatore. Ogni altra soluzione è un palliativo e uno spreco di denaro pubblico». La preoccupazione per i crac ai ponti, chiaramente, è alta. «Questi episodi mi angosciano – prosegue – e sono preoccupato anche perché non si riesce a riunire un tavolo serio nonostante i molti inviti fatti alle istituzioni per comprendere le tempistiche e le progettualità. Abbiamo inoltre stanziato 80mila euro per la manutenzione straordinaria dei tre viadotti di nostra responsabilità, compreso quello lungo l’Aurelia. È stato uno stanziamento straordinario, pur non essendo necessario, proprio perché vogliamo evitare ulteriori criticità».

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