Anziani con lo zaino in spalla mentre i giovani puntano sull’all-inclusive: come stanno cambiando le abitudini di viaggio
Una studentessa: «Osservando i miei coetanei, mi sono resa conto che la maggioranza non sa apprezzare l’età che ha»
Negli ultimi anni il concetto di viaggio per i giovani sembra essere del tutto cambiato. Se una volta erano loro a cercare l’avventura e scoprire il mondo con uno zaino in spalla, oggi sono soprattutto gli anziani a voler fare questo genere di esperienza. Un aspetto merita, a mio avviso, una riflessione più profonda. Perché sono proprio i giovani a rinchiudersi in posti di lusso e sono i vecchi che cercano di scoprire il vero significato del viaggio?
Mi chiamo Maria e ho 16 anni e ho deciso di scrivere a proposito di questo perché osservando i miei coetanei, mi sono resa conto che la maggior parte non sa apprezzare il fatto di essere giovani, di essere informa e di avere la curiosità di intraprendere nuove avventure per scoprire cose inaspettate; sin da piccola sono stata abituata a vedere i nuovi Paesi non da turista che si ferma solamente al superficiale, ma da viaggiatrice che cerca di addentrarsi nel profondo della cultura straniera.
Negli anni passati e abbastanza in generale, il viaggio significava scoperta e avventura, scoprire le culture locali e averne un confronto diretto. I giovani si mettevano uno zaino sulle spalle partivano con il desiderio di provare cose nuove e per espandere i propri orizzonti. Le grandi città, le lingue straniere e la cucina locale erano un’esperienza imperdibile per crescita personale. Non esistevano troppe comodità, solo l’incontro diretto con l’autentico viaggio e il mondo. Oggi, però, il cambiamento è radicale e sembra che questo tipo di desiderio di partire e scoprire il nuovo, sia svanito nei giovani.
Sono gli anziani ad esplorare e ad affrontare nuove sfide senza preoccuparsi troppo del comfort; i giovani invece sembrano più orientati verso la comodità che fa si che si chiudano nella loro pigrizia senza far sorgere la curiosità di avventurarsi nel mondo; infatti, molto spesso tendono a rifugiarsi nei resort turistici all-inclusive e in destinazioni di lusso. Inoltre oggi è diventato sempre più facile organizzare un viaggio; basta un click per prenotare tutto quanto.
Purtroppo, però questo implica un blocco di crescita personale; il viaggio "comodamente organizzato" nei minimi dettagli non lascia spazio all’incertezza e agli imprevisti. I giovani rinchiusi negli hotel di lusso vivono un’esperienza che li fa tornare a casa senza avere il ricordo di un vero e proprio viaggio che li ha segnati, al contrario finiscono per vivere in una sorta di bolla artificiale dove la distanza con la realtà è immensa. Invece, molti anziani sono propensi a vivere il viaggio che privilegia la scoperta autentica, lontano da tutto quello che viene definita comodità. Infatti, sono loro a essere attratti da viaggi che richiedono sforzo, organizzazione e soprattutto praticità, cosa che i giovani di oggi hanno completamente perso, abituandosi ad una realtà che li abitua a vivere in un mondo finto.
(Studentessa di 16 anni dell’Istituto A. Vallisneri di Lucca)
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