Il Tirreno

Livorno

Porto e viabilità

Livorno, ancora ritardi sulla riapertura del ponte collassato. E si è bloccato pure l'altro viadotto

di Stefano Taglione
Il ponte bloccato in posizione aperta
Il ponte bloccato in posizione aperta

Preoccupazioni in Tdt per lo slittamento, il direttore Marco Mignogna: «Dobbiamo stringere i denti». L’infrastruttura alternativa in tilt nel pomeriggio di sabato 11 aprile, poi abbassata manualmente

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LIVORNO. «I ritardi sulla riapertura del ponte non aiutano, anche perché andiamo incontro a festività importanti come il 25 Aprile, che per fortuna cade di sabato, e il Primo maggio. A Livorno ci sarà un grosso afflusso di passeggeri per la Sardegna e la Sicilia, quindi dovremo stringere un po’ i denti. In ogni caso l’impegno messo in campo dalle istituzioni, Città metropolitana di Firenze e Autorità di sistema portuale in primis, è massimo. Sono state riscontrate problematiche tecniche e sono d’accordo con loro: meglio risolverle subito che fermare il ponte più avanti per richiuderlo. La decisione che hanno adottato la ritengo ragionevole».

Sabato 11 forti disagi

Una sofferenza che si allunga. È quella che, nella migliore delle ipotesi, affliggerà ancora per qualche settimana la Darsena Toscana, la principale area container del porto. Il cuore commerciale, il motore. A mettere in evidenza le difficoltà che sta attraversando il terminal controllato dal Gruppo Grimaldi è il direttore di Tdt, Marco Mignogna. «Speriamo – prosegue – di superare questo momento senza gravi ripercussioni. Devo dire che per adesso stiamo riuscendo a lavorare bene, visto che gli attori coinvolti hanno cercato di mettere in campo tutte le iniziative opportune per mitigare i servizi. Solo in un paio di occasioni si sono verificate criticità, mentre normalmente l’andamento del traffico è stato abbastanza fluido». Il merito è della stessa Tdt: subito dopo il crollo del ponte, avvenuto il 6 marzo scorso, la dirigenza del terminal ha deciso di anticipare l’apertura del varco per i camionisti dalle 6 di mattina. Prima l’orario era fissato per le 7,30. Il picco del traffico, infatti, avviene a quell’ora, anche perché contemporaneamente in Sdt sbarcano i passeggeri dalla nave Grimaldi in arrivo da Olbia. Gli autotrasportatori hanno quindi più tempo per entrare e uscire e questo ha tamponato l’emergenza. E sabato 11 aprile, di pomeriggio, purtroppo si sono verificati enormi disagi, con una fila chilometrica da via Leonardo da Vinci, a causa del blocco in posizione aperta dell’alternativa di viale Mogadiscio, l’altro viadotto, poi abbassato manualmente dai tecnici dell’Authority. Con Tdt rimasta temporaneamente isolata e la polizia municipale e la protezione civile comunale schierate per tamponare l’emergenza.

La situazione

Normalmente, per raggiungere la Darsena Toscana, si utilizzavano due ponti: quello della Fi-Pi-Li la cui parte mobile è crollata a causa del distacco di una cerniera e il secondo, l’unico ormai accessibile, di viale Mogadiscio, che l'11 aprile si è “inceppato” provocando innumerevoli problemi. È quello accanto, assai più piccolo. Non è pensato per un viavai di Tir, infatti era considerato un’alternativa, mentre da dopo il crollo è sotto pressione. Anche quando il ponte principale era stato provvisoriamente riassestato venne riaperto con il limite delle 3,5 tonnellate, con tutti i mezzi pesanti deviati su viale Mogadiscio, da oltre un mese l’unico accesso per raggiungere Tdt e Sdt. Se fa crac anche questo, come sabato 11 aprile, i disagi diventano insormontabili.

Il nuovo cronoprogramma

Una «forte corrosione del traverso di testata». Questo il problema che sta determinando l’ulteriore rallentamento dei lavori sul ponte principale. Nelle ore successive al crollo si era ipotizzata una riapertura completa entro una decina di giorni, poi però il termine è slittato al 20 aprile, infine – ed è l’ultimo cronoprogramma – al 27. Nel frattempo, dato che ora parte dell’impalcato è stato rimosso, gli yacht più alti di nove metri diretti ai Navicelli possono passare, attraversando poi gli altri accessi controllati (superando viale Mogadiscio, il ponte ferroviario, l’ultimo e le porte vinciane, con due fasce orarie giornaliere). Almeno per le aziende della nautica pisana, e per la livornese Gas and Heat che produce serbatoi criogenici, è una boccata d’ossigeno, sebbene la soluzione definitiva sarà il tanto auspicato nuovo ponte sullo Scolmatore. Nel dettaglio, il viadotto collassato sarà pronto per essere riposizionato il 15 aprile, mentre le operazioni di sollevamento sono state programmate per domenica 19. Tra il 16 e il 19 poi si procederà con il posizionamento delle gru e della chiatta e con il sollevamento del ponte. Infine, dal 20 al 26, spazio alla nuova pavimentazione e ai collaudi. La riapertura completa, come anticipato, viene ora annunciata entro il 27 aprile, sperando che non vi siano ulteriori ritardi. 
 

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