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Fi-Pi-Li, cede il ponte mobile: porto industriale paralizzato. «Ecco entro quando vogliamo riaprirlo» – Video

di Stefano Taglione

	Il ponte (foto Stick)
Il ponte (foto Stick)

Traffico paralizzato verso gli imbarchi e la Darsena Toscana: un pistone è crollato e l’infrastruttura è rimasta in equilibrio precario su un pilastro. Vigili del fuoco sul posto per evitare che si spezzi

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LIVORNO. Uno dei due pistoni che si stacca e precipita. Poi il ponte che cede, rimanendo in equilibrio precario appoggiato su un pilastro. Il viadotto mobile della Fi-Pi-Li che collega la Darsena Toscana, e quindi il porto, al resto della regione, è fuori uso: si è rotto durante una manovra di apertura necessaria a far transitare, sotto di esso, un’imbarcazione verso il canale dei Navicelli.

Domattina, 7 marzo, a partire dalle 8, si tenterà di rimetterlo in asse per riaprirlo martedì 10 marzo dopo che attorno alle 16 di oggi – 6 marzo – un frastuono ha sconvolto gli operai del terminal Tdt che stavano lavorando vicino all’infrastruttura, con la posizione del ponte fuori dalle guide e il traffico bloccato in entrambe le direzioni. «Abbiamo sentito una botta pazzesca», dice uno di loro. Nessuno, per fortuna, è rimasto ferito. L’incidente si è verificato mentre chi manovrava lo aveva già movimentato per circa due metri. Poi il crollo, con l’impatto sul pilastro che in questo momento in qualche modo lo sta reggendo.

L’intervento dei pompieri

In pochi minuti sono intervenuti i vigili del fuoco con diverse squadre, mentre per regolare il traffico gli agenti della polizia stradale e i colleghi della municipale. Poi i militari della guardia costiera per garantire la sicurezza della navigazione, visto che da lì – e dagli altri tre viadotti apribili – dovrebbero transitare tutti i natanti diretti verso la cantieristica pisana, ora isolata dal porto. La situazione logistica, insomma, non è affatto semplice: da quella strada passano la quasi totalità dei mezzi pesanti ospitati nel Terminal Darsena Toscana, la principale area container del nostro scalo, per caricare o scaricare le merci. E, al di sotto, le barche verso il canale dei Navicelli, che fino alla realizzazione del nuovo ponte mobile sullo Scolmatore da 35 milioni di euro – oggi sollecitato anche dal presidente della Regione, Eugenio Giani – non dispongono di alternative.

L’altro ponte

Ora l’unico collegamento con la “terraferma” è assicurato dal viadotto più piccolo, quello accanto in viale Mogadiscio, riaperto al termine della valutazione dei danni operata dai tecnici della Città metropolitana di Firenze (l’ente che gestisce la Fi-Pi-Li) e dai colleghi dell’Avr, il “global service” che si occupa della gestione della strada, responsabile degli interventi di natura ordinaria (ma questo ovviamente sarà straordinario).

Domattina (7 marzo), durante i lavori per il riallineamento, chiuderà anche l’accesso secondario (dopo le 8, come ha chiesto l’Autorità di sistema portuale, al termine dello sbarco di una nave di Grimaldi) per il tempo necessario allo svolgimento dei lavori. Per raggiungerlo, comunque, bisogna uscire dallo svincolo precedente al viadotto crollato della Firenze-Pisa-Livorno: è chiaro che da solo quel lembo di asfalto non potrà sostenere adeguatamente il viavai di mezzi pesanti fulcro dell’economia livornese. È per questo che l’obiettivo è riaprire il ponte principale quanto prima. E si punta a fare presto. Al momento c’è il divieto di transito anche sotto, per i natanti. Troppo pericoloso passarci. È isolato dunque pure il canale dei Navicelli.

«Giorni di sofferenza»

Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, Davide Gariglio, ha seguito in prima persona l’evolversi della vicenda: «Il ponte è disassato – aveva detto poco dopo l’incidente – ma nessuna delle aree del porto è isolata». In ogni caso la rottura provocherà inevitabili disagi. Un “collo di bottiglia” che non consentirà, quantomeno nei prossimi giorni, di scaricare e caricare le merci dalle navi con la velocità a cui eravamo abituati: «La struttura del nostro ente – ha proseguito in serata – sta supportando le amministrazioni interessate nella gestione dell’emergenza. Il nostro obiettivo primario sarà quello di collaborare con loro al fine di riorganizzare la viabilità e limitare quindi i danni derivanti dalla provvisoria chiusura della sopraelevata che si immette in Darsena Toscana. Seguiremo da vicino la situazione con gli operatori e sicuramente ci aspettiamo per i prossimi giorni un possibile congestionamento del traffico veicolare, che sarà provvisoriamente deviato verso il ponte sottostante».  

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