Il Tirreno

Livorno

La tragedia

Livorno, muore imprenditrice nello schianto sul Romito: gravissimo il marito. L’impatto «devastante», la moto distrutta e la comunità sotto choc

di Martina Trivigno
La vittima, 51 anni, e lo scontro (foto Stick)
La vittima, 51 anni, e lo scontro (foto Stick)

La vittima era in sella a una Bmw insieme al marito. Coinvolta nello schianto anche una Panda: la dinamica resta ancora da chiarire

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LIVORNO. Il silenzio sul Romito era spettrale. Sull’asfalto, ancora segnato dall’olio e dai detriti, sono impressi i segni di una tragedia consumata in pochi istanti. È lì, all’ultima curva prima del Castel Sonnino, all’altezza della Cala del Leone, che Antonella Fezza, di 51 anni, ha perso la vita in un incidente stradale. Suo marito – Aldo Domenici, 49 – è stato operato ed è ancora in prognosi riservata all’ospedale di Livorno.

La ricostruzione

La coppia di centauri livornesi era insieme in moto, lei seduta al posto del passeggero mentre lui guidava, in quella stessa corsa spezzata. E la ricostruzione della polizia municipale di Livorno, ancora in fase di accertamento, racconta di una sequenza rapidissima e inesorabile. Secondo quanto si apprende, intorno a mezzogiorno di oggi, sabato 4 aprile, la moto – una Bmw con in sella la coppia – viaggiava verso Quercianella quando, proprio in prossimità della curva della Cala del Leone, si sarebbe verificato un primo contatto con una Fiat Panda condotta da una donna di 70 anni, anche lei diretta verso sud.

Un urto che avrebbe fatto perdere il controllo del mezzo, trascinandolo nella corsia opposta, dove è avvenuto l’impatto più devastante. Dall’altra parte della carreggiata sopraggiungeva un camper Benimar Ford, con a bordo una famiglia tedesca in viaggio verso Livorno. Lo scontro frontale è stato violentissimo: la moto è stata distrutta, ridotta a un ammasso di lamiere. Sull’asfalto sono rimasti sparsi frammenti, oggetti personali, tracce che raccontano meglio di qualsiasi parola la forza dell’impatto.

I soccorsi

I soccorsi si sono messi in moto immediatamente e il primo ad arrivare è stato un volontario della Misericordia di Antignano, libero dal servizio, che si trovava a transitare proprio in quel tratto. Si è fermato, ha capito subito la gravità della situazione, ha chiamato il 118 e ha iniziato il massaggio cardiaco. Un gesto istintivo, umano, disperato. Attorno, il traffico si è bloccato, il tempo sembrava sospeso.

Poco dopo sono arrivati i vigili del fuoco, le ambulanze della Misericordia di Montenero e di Antignano, insieme all’automedica del 118 e la scena che il personale sanitario si è trovata davanti è drammatica. Le condizioni dei due coniugi sono apparse immediatamente critiche: sono stati trasportati d’urgenza nella shock room del pronto soccorso degli Spedali Riuniti, ma per Antonella Fezza, nonostante gli sforzi dei medici, non ci sono state speranze.

I rilievi della municipale

Intanto, sul luogo dell’incidente, la polizia municipale – guidata dal comandante Joselito Orlando – ha avviato i rilievi per ricostruire con precisione la dinamica. Tre i veicoli coinvolti – ora tutti quanti sotto sequestro – molte le domande ancora aperte. La strada del Romito è stata chiusa al traffico in entrambe le direzioni, non solo per consentire i soccorsi e i rilievi, ma anche per la messa in sicurezza del manto stradale, reso pericoloso dall’olio e dai detriti. Sono intervenuti anche i mezzi dell’Anas per la bonifica.

La vittima

Quel tratto di costa, tra i più suggestivi del litorale livornese, è tornato lentamente alla normalità soltanto dopo ore. Ma è una normalità apparente. Perché qualcosa, lì, è cambiato. Antonella Fezza e Aldo Domenici sono una coppia conosciuta e stimata a Livorno: lei era la titolare dell’azienda Eurotherm Srl di via delle Grazie, mentre lui, tecnico meccanico alla Cgt di Livorno, è soprattutto molto noto nel mondo dello sport in quanto campione di crossfit. Una vita condivisa, una quotidianità fatta di gesti semplici, di progetti, di affetti.

Due figli (una minorenne e uno maggiorenne) che oggi si trovano a fare i conti con un vuoto improvviso, difficile da colmare, arrivato senza preavviso in una giornata che avrebbe dovuto essere di attesa e serenità.

E mentre il sole continua a illuminare il Romito, resta quel silenzio. Un silenzio carico, pesante, che si appoggia sulle curve della strada e scivola fino al mare. È il silenzio che segue ogni tragedia. Quello che resta, quando tutto il resto è già successo.

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