Il Tirreno

Livorno

Il racconto

Tentato omicidio al pronto soccorso di Livorno, la guardia aveva scaricato l’arma per evitare che l’uomo sparasse

di Stefano Taglione
Un'immagine scattata al momento della lite
Un'immagine scattata al momento della lite

Nuovi particolari dopo i colpi a vuoto e la scampata tragedia al pronto soccorso. La difesa: «Quel paziente molestava sessualmente le infermiere, mi hanno chiesto una mano»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La guardia giurata, evidentemente consapevole dei rischi, prima di intervenire per separare lui e il crocierista con cui stava litigando ha sostituito il caricatore della pistola con uno vuoto. È per questo che mercoledì scorso, attorno alle 23, al pronto soccorso non si è consumata una tragedia senza precedenti. È grazie alla vigilante, una donna di circa 60 anni dipendente del Worsp Security Group, che Salvatore Cifariello – il quarantottenne originario di Napoli arrestato dalle volanti della polizia per tentato omicidio, rapina, lesioni e interruzione di pubblico servizio – ha sparato a vuoto con l’arma che era riuscito, in qualche modo, a sfilarle dalla fondina. L’uomo, che di fatto da mesi tiene sotto scacco il reparto di emergenza-urgenza con comportamenti molesti e 150 accessi impropri effettuati nel corso dell’ultimo anno, se la pistola fosse stata carica avrebbe potuto ammazzare il turista, visto che gliel’aveva puntata e aveva premuto il grilletto. Anche se lui, agli inquirenti, ha sostenuto di sapere che fosse priva di proiettili perché glielo aveva «detto la vigilante».

La dinamica

Ma andiamo con ordine. Sono quasi le 23 di mercoledì al pronto soccorso quando si scatena il putiferio. Cifariello – un clochard habitué del triage, che quasi ogni sera capita lì perché vuole dormire al caldo e più volte è stato sorpreso a dimorare nei vari padiglioni, ad esempio a fare la doccia nei locali della dialisi – viene attirato in una delle stanze mentre il crocierista ricoverato, sdraiato su una lettiga, fa pesanti apprezzamenti sessuali e irripetibili nei confronti delle infermiere, «che mi hanno chiesto aiuto», le parole di Cifariello. Non ci troviamo in sala d’attesa, ma nell’area visite. Lo stesso quarantottenne – lì perché aveva fatto l’accettazione e che ai sanitari ha più volte creato problemi in passato, motivo per il quale era al centro di una marea di segnalazioni giunte alla dirigenza ospedaliera – prende le difese delle dipendenti Asl, colpendo il paziente. Che reagisce. Poi, con l’arrivo della guardia giurata, si scatena il caos. La vigilante prima li separa, poi interviene nuovamente perché il clima non si stempera e subisce la rapina (il reato ipotizzato dalla procura) dell’arma. Pistola che ha appena scaricato proprio perché conosce Cifariello e sa che potrebbe tentare di rubargliela per utilizzarla. Così, con il caricatore vuoto, il cittadino campano e da tempo di casa a Livorno spara a vuoto e viene poi disarmato. Aveva previsto tutto, la donna, intervenendo senza i proiettili.

«Non volevo ucciderlo»

«Non volevo ucciderlo, sapevo che la pistola era scarica, me lo aveva detto la guardia giurata, volevo solo spaventarlo», si è difeso ieri mattina, in tribunale, durante l’udienza di convalida dell’arresto Cifariello. A difenderlo l’avvocato Barbara Luceri, mentre il pm titolare del fascicolo è Daniele Rosa. Al termine della camera di consiglio il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto e disposto per Cifariello la custodia cautelare in carcere.

Le segnalazioni

Ma come si è arrivati a questa scampata tragedia? L’arresto per tentato omicidio arriva al culmine di un anno da incubo per il personale del pronto soccorso. Il quarantottenne, infatti, era stato più volte segnalato alla dirigenza dell’azienda sanitaria. Nel corso dell’ultimo anno, praticamente quasi ogni giorno, aveva fatto 150 accessi impropri al triage, richiedendo cure – secondo quanto ricostruito – in assenza di necessità. Soprattutto la sera, quando il posto fisso della polizia di Stato è chiuso e nessuno, istantaneamente, può intervenire. Il quarantottenne, oltre a essere stato sorpreso in un’occasione a farsi la doccia in un bagno riservato ai pazienti lì per le dialisi, è sospettato di aver bucato le gomme di alcune auto parcheggiate in ospedale e in varie occasioni avrebbe introdotto corpi estranei nelle gettoniere delle macchinette del caffè all’ingresso del pronto soccorso per impedire la caduta delle monete, provocando l’accumulo nel caricatore interno e tentando poi di recuperarle colpendo la copertura esterna delle macchinette. Da tempo, insomma, esasperati i sanitari lo avrebbero segnalato per i suoi comportamenti molesti, ma fino a mercoledì sera, quando ha sparato con la pistola scarica, nulla era cambiato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Primo piano
La tragedia

Scontro moto-taxi a Milano, morti un ragazzo toscano di 23 anni e una ragazza di 20

di Redazione web
Speciale Scuola 2030