Trentenne ucciso a colpi di pistola ad Arezzo: la fuga del killer e poi la chiamata al 112: «Sono stato io»
È successo nella notte a Olmo vicino a un ristorante molto frequentato. I due si conoscevano e tra loro ci sarebbero stati dei contrasti
AREZZO. Un uomo di 30 anni è stato ucciso nella notte alle porte di Arezzo, raggiunto da quattro colpi di pistola in un piazzale a Olmo, vicino alla rotatoria e a un ristorante molto frequentato. A sparare sarebbe stato un 35enne. L’allarme è scattato poco prima della mezzanotte, quando una chiamata al 112 ha segnalato gli spari in via Romana: all’arrivo dei soccorsi, per la vittima, Gjergj Pergegaj, non c’era più nulla da fare.
I due si conoscevano
Entrambi di origine albanese e residenti nella zona, vittima e presunto killer si conoscevano: tra loro ci sarebbe stato un contrasto, le cui cause sono ora al vaglio della Squadra mobile. Poco prima della mezzanotte tra venerdì 20 e sabato 21 marzo, un avventore ha dato l'allarme, facendo intervenire tempestivamente la polizia. I soccorsi si sono rivelati inutili: il trentenne è stato trovato senza vita in una pozza di sangue.
La fuga e la chiamata al 112
Immediatamente è partita una caccia all’uomo alla ricerca di un’Audi bianca con a bordo appunto il presunto omicida, che testimoni avevano visto in azione e poi allontanarsi dal luogo del delitto a bordo dell'auto. Sono stati attivati posti di controllo in tutta la zona e lungo le arterie viarie in uscita dalla città, anche grazie all’intervento di tutte le forze di polizia. Dopo circa due ore dall’omicidio è giunta al 112 una chiamata da parte dell'uomo ricercato, nella quale lo stesso dichiarava di volersi costituire comunicando la propria posizione. Le volanti e la squadra mobile sono giunte nel posto indicato, nei pressi delle colline sopra Rigutino, dove hanno trovato il 35enne che li aspettava a bordo dell’auto con la pistola utilizzata per commettere il delitto, posseduta clandestinamente. L'uomo è stato arrestato e portato nel carcere aretino. Sono in corso ulteriori accertamenti coordinati dalla Procura di Arezzo volti a ricostruire la dinamica dell'accaduto e il movente.
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