Livorno, il tentato omicidio al pronto soccorso dopo le frasi irripetibili del crocierista: «Andiamo su una barella che ti sc...»
Così si è difeso davanti al giudice per le indagini preliminari il quarantottenne Salvatore Cifariello, arrestato dalla polizia
LIVORNO. «Andiamo su una barella che ti sco...». Questa, secondo quanto ricostruito, sarebbe la frase che al pronto soccorso avrebbe scatenato il putiferio. L’avrebbe pronunciata, insieme ad altre irripetibili, il crocerista sdraiato su una lettiga del triage, l’uomo col quale attorno alle 23 di mercoledì 18 marzo ha litigato il quarantottenne napoletano Salvatore Cifariello, poi arrestato dalla polizia di Stato per tentato omicidio, rapina, lesioni e interruzione di pubblico servizio per avergli puntato la pistola rubata a una guardia giurata (per fortuna scarica) e aver premuto il grilletto.
L’uomo, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, il 20 marzo in tribunale davanti al giudice per le indagini preliminari, oltre a sottolineare di sapere che l’arma era senza munizioni perché «me lo aveva detto la vigilante», ha raccontato di essere intervenuto dopo che le infermiere in servizio gli avevano chiesto aiuto in quanto quel turista-paziente – secondo lui – sarebbe stato molesto. Avrebbe fatto pesantissimi apprezzamenti verso le donne al lavoro nel reparto, tutti a sfondo sessuale. «Andiamo su una barella che ti sco...», una delle frasi.
Cifariello, insomma, voleva riportare la quiete. Peccato che lui fosse solo un paziente, come il crociersta, e che semmai chi doveva intervenire dovessero essere la stessa guardia giurata o le forze dell’ordine, non certo lui che peraltro agli stessi sanitari, a giudicare dalle molte segnalazioni giunte all’Asl, nel recente passato avrebbe creato diversi problemi.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
