Il Tirreno

Livorno

La tragedia

Livorno, le lacrime, il dolore, il silenzio: «Abbiamo il cuore spezzato»

di Stefano Taglione e Lorenzo Carducci
A sinistra Federico Ricci, morto a 50 anni. A destra il mezzo pesante sequestrato
A sinistra Federico Ricci, morto a 50 anni. A destra il mezzo pesante sequestrato

Il ricordo del cognato di Federico Ricci, morto sul lavoro: «Era buono». L’amico Luca: «Siamo distrutti, si metteva sempre a disposizione»

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LIVORNO. «Era una bellissima persona, molto buona: ci mancherà moltissimo». Andrea Magni è il cognato di Federico Ricci, il dipendente del negozio “BigMat Casarosa” di Navacchio, nel comune di Cascina, morto a 50 anni schiacciato da un braccio meccanico mentre stava scaricando dei bancali di piastrelle nel piazzale dell’azienda edile “Ardenza” di via Piombanti, nel rione di Shangai. È il marito di Romina, la sorella della vittima, che ieri mattina è accorsa subito fuori dal deposito dopo essere venuta a conoscenza della drammatica notizia. Con lei c’erano diversi lavoratori del punto vendita specializzato in forniture edilizie di via del Nugolaio, immediatamente partiti da casa o dalla provincia di Pisa alla volta del quartiere nord di Livorno. «Siamo tutti sotto choc», le loro parole.

Chi era la vittima

Ricci – che nel grande magazzino era da qualche mese impiegato come operaio – è nato e cresciuto in città, dove ha a lungo abitato in via della Bastia, fatalità a qualche centinaio di metri dal luogo dove ha perso la vita, anche se dal 2004 vive alle Melorie, a Ponsacco, con la moglie e un figlio, il diciottenne Alessio. I genitori – Mario Ricci e Daniela Bertolini – hanno 83 e 77 anni e vivono a Livorno, in via Lambruschini, alla Rosa. Il suo unico figlio, Alessio, il suo orgoglio. Un rapporto speciale, quello con lui, che ha sempre accompagnato e seguito fin da piccolo in tutte le sue attività, soprattutto sportive. Prima la pallacanestro, nel settore giovanile della Juve Pontedera, e poi negli ultimi anni il volley, con la Pallavolo Cascina, di cui Federico era diventato anche affidabile e apprezzato dirigente accompagnatore della squadra del figlio. Fino alla scorsa stagione quella di Prima Divisione maschile, quest’anno invece, dopo il salto di categoria, quella di serie D.

I ricordi

Spontaneo, allegro, disponibile e scrupoloso negli aspetti più organizzativi, in pochi anni Federico ha conquistato tutti: società, staff, genitori, ragazzi. Lo conferma il presidente della Pallavolo Cascina, Luca Tremolanti. «Siamo distrutti, abbiamo il cuore spezzato – commenta con la voce rotta – Federico era una persona eccezionale, una risorsa preziosissima per la società e per tutti noi. Siamo vicini al nostro Alessio e a tutta la famiglia. Non appena abbiamo saputo di questa tragedia, abbiamo subito sospeso gli allenamenti e tutte le attività». Una persona che non si limitava a seguire il figlio con passione e affetto, ma che nel tempo libero fuori dal suo lavoro di autotrasportatore si è sempre messa a disposizione per l’ambiente. Che si trattasse di dare una mano nelle questioni più logistiche, nel fare da tramite tra il club e le famiglie, ricoprire il ruolo di addetto agli arbitri o dare una mano ai ragazzi. A condividere il dolore e lo sconforto con la Pallavolo Cascina è la Juve Pontedera, la società cestistica in cui Alessio è cresciuto. I dirigenti, gli allenatori e gli ex compagni del figlio sono rimasti sconvolti. Anche qui Federico ha lasciato un segno. Con la solita presenza, umanità e affabilità di sempre. Il nucleo dei 2007 di cui faceva parte Alessio, suo figlio, era diventato negli anni un gruppo molto unito, sia in campo (con diversi risultati prestigiosi a livello regionale) che fuori. E anche le famiglie erano rimaste in contatto, tant’è vero che continuavano a vedersi di tanto in tanto. «Federico stravedeva per il figlio – dice il presidente della JP Pontedera, Luca Belli – oltre che un amico era una persona fantastica. Non ci sono parole».

Il cordoglio del Comune

Al cordoglio si aggiunge anche il Comune di Ponsacco: «L'amministrazione comunale esprime il più profondo cordoglio e la vicinanza alla famiglia e ai cari del nostro concittadino scomparso questa mattina a Livorno in un incidente sul lavoro. Si tratta di una notizia che colpisce duramente l’intera comunità e che lascia sgomenti. Di fronte a tragedie come questa, il dolore si accompagna a una riflessione che non può essere rimandata: la sicurezza sul lavoro deve restare una priorità assoluta. Ogni vita spezzata mentre si svolge la propria attività lavorativa rappresenta una sconfitta per tutti. È necessario continuare a rafforzare l’attenzione, la prevenzione e la responsabilità condivisa, affinché simili eventi non si ripetano».

 

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