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A ottobre gli hacker violarono il profilo Facebook di Carlo Ghiozzi con foto porno e richiami alle droghe

di Stefano Taglione
Il profilo di Carlo Ghiozzi quando venne violato
Il profilo di Carlo Ghiozzi quando venne violato

Non c'è pace per il consigliere comunale e segretario provinciale della Lega: era rimasto per due settimane fuori dal social network e fu costretto a rivolgersi a degli esperti

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LIVORNO. Non c’è pace per il consigliere comunale della Lega Carlo Ghiozzi. Derubato a Cuba all’alba del nuovo anno, aveva terminato il 2025 con il profilo Facebook violato da qualcuno che, pubblicando sul suo account foto pornografiche e richiami alla droga sintetica Fentanyl, aveva costretto Meta – la società a capo del social network – a bannarlo, segnandolo alla giustizia statunitense. E creando, praticamente il giorno dopo, un nuovo profilo falso col suo nome, ha iniziato ad aggiungere alcuni suoi amici.

Per rientrare in possesso della pagina, fra l’altro, il segretario provinciale del Carroccio aveva dovuto pagare 800 euro a un’azienda specializzata. E per fortuna che il fatto è avvenuto dopo la campagna elettorale per le regionali: l’esponente del partito guidato da Matteo Salvini, infatti, si era candidato e i social, ovviamente, in quel periodo sono stati fondamentali per raccogliere consensi. «Sono rimasto fuori dal 22 ottobre al 5 novembre – aveva raccontato al Tirreno – e per i tecnici è stato complicato recuperare tutto, dato che mi avevano detto che normalmente ci sarebbero voluti due giorni, quando nel mio caso sono servite due settimane. Tutto è partito quando mi è arrivato il messaggio di Meta che mi informava di una persona entrata nel mio account. Mi chiedevano se fossi stato io e naturalmente ho risposto di no. L’account nel giro di poco è stato disabilitato, così come la mia pagina Instagram collegata, quindi ero fuori da tutto. Ho cercato di segnalare più volte l’accaduto a Meta, ma niente si è mosso». Dopo due settimane, per fortuna, il lieto fine. Ma a che prezzo?

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