Livorno, il segretario della Lega Carlo Ghiozzi derubato a Cuba: «Ci hanno narcotizzato»
Il consigliere comunale, che nei mesi scorsi aveva subito il furto del profilo Facebook con post di foto porno e richiami alla droga, privato di soldi, cellulare e perfino delle scarpe mentre era in vacanza in America. Le sue parole: «Eravamo in una “casa particular” a Baracoa, dormivamo e nessuno si è accorto di nulla»
LIVORNO. È stato derubato di tutto mentre era in ferie a Cuba: «Stavamo dormendo in tre nella stessa stanza, nessuno si è accordo di niente: probabilmente ci hanno narcotizzato». Una vacanza choc quella nei Caraibi per il consigliere comunale e segretario provinciale della Lega Carlo Ghiozzi, privato mentre stava dormendo in una casa particular di Baracoa, sull’isola, di 200 euro, del cellulare e del portafogli con all’interno la carta di identità, la patente di guida, il bancomat e perfino delle scarpe e della licenza da Ncc, che lui usa per guidare il taxi – tecnicamente un mezzo per il noleggio con trasporto con conducente – e che dovrà rifare in motorizzazione perdendo preziosi giorni di lavoro, attenuati dal fatto che non siamo ancora in alta stagione.
Il politico era partito dall’Italia per l’America centrale nel giorno di Santo Stefano ed è proprio verso la fine del soggiorno cubano, il 5 gennaio scorso, che è avvenuto il furto. «Per fortuna il passaporto lo avevo addosso e non lo hanno preso – commenta –. I ladri sono passati da una finestra che avevamo lasciato socchiusa in quanto utilizzata per farci passare il cavo del generatore. Di notte, a causa dell’estrema povertà, il Governo sospende l’energia e alcune case particular, come la nostra, hanno dei generatori: stavamo usando l’elettricità proprio per caricare i telefonini. I malviventi hanno approfittato di questo».
Ai compagni di viaggio – Ghiozzi è partito con il famosissimo tour operator italiano “Avventure nel mondo”, con altre persone che ha poi conosciuto in aeroporto – la stessa sorte: uno di loro era purtroppo anche il “cassiere” del gruppo, composto da 12 fra uomini e donne, e custodiva i soldi per i servizi da pagare in comune, ben 800 euro. Spariti, ovviamente, insieme al borsello. «Fortunatamente – prosegue il consigliere comunale di minoranza, storico esponente labronico del Carroccio – ci hanno aiutato gli altri ragazzi, visto che loro dormivano in un altro alloggio e non erano stati derubati. Abbiamo dovuto tenere duro per qualche giorno, visto che non avevamo più soldi. A Cuba, fra l’altro, i bancomat non funzionano perché c’è l’embargo e in ogni caso, anche la popolazione locale, sconta limiti forti: praticamente non possono prelevare più degli equivalenti cinque euro. Alle banche ci sono file interminabili, così come ai distributori per fare benzina. C’è estrema povertà, una cena che da noi costa 70-80 euro, lì ne costa dieci. La situazione è terribile: un medico, ad esempio, guadagna 30 euro al mese e ne ho conosciuto uno che ha preferito lavorare come barista per prendere qualche mancia dai turisti. Mi sono offerto di aiutarlo a trovare lavoro in Italia, visto che abbiamo bisogno di “camici bianchi”. Ma non solo: anche la nostra guida turistica ci ha confidato di avere uno stipendio di 43 euro al mese, mentre le pensioni valgono in media 1.300 pesos, ovvero circa 5 euro secondo il cambio effettivo. Avevamo perfino il timore che gli Stati Uniti, dopo quanto accaduto in Venezuela, attaccassero L’Avana».
Subito dopo il furto la comitiva è stata assistita da un avvocato e da un esponente del ministero del Turismo cubano: «Là rubare ai turisti è punito severamente – racconta Ghiozzi – anche perché ormai per Cuba è purtroppo l’unico settore di introito. Fra l’altro, complice l’elettricità che va a momenti, il turismo è veramente calato, abbiamo visto pochissime persone. Un po’ più nei resort, dove abbiamo alloggiato gli ultimi giorni, e dove fra l’altro abbiamo potuto prelevare più agevolmente visto che lì i bancomat funzionano regolarmente. Nelle città come Baracoa, invece, avevamo scelto le case particular, anziché gli alberghi statali, per cercare di dare una mano alla popolazione in difficoltà».
A due dei suoi compagni di viaggio hanno rubato anche il passaporto: «Ma per fortuna – sottolinea l’esponente della Lega – il contatto locale di “Avventure nel mondo”, con l’ambasciata italiana, ha fatto avere loro il documento sostitutivo in tempo utile per partire. Avrei anche io beneficiato del servizio, ma non ne ho avuto bisogno perché dormivo con il passaporto addosso». Ghiozzi, proprio nei mesi scorsi, era già stato suo malgrado protagonista di un furto: quello dell’identità digitale, con un hacker che aveva falsificato il suo profilo Facebook con foto porno e richiami a droghe sintetiche come il Fentanyl, tanto che “Meta” – la società a capo del social – lo aveva bannato segnalandolo al Dipartimento di giustizia americano. «Non è stato un bel periodo – conclude Ghiozzi – e non so quale delle due cose sia peggio. Per Cuba sono rammaricato di aver perso la gran parte delle foto scattate durante il viaggio: erano sul telefonino che mi hanno rubato».
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