Massa, blitz dei carabinieri in Comune e uffici Asl: i nomi dei cinque arrestati e di cosa sono accusati
Sistema illecito scoperto dalla Procura. Inchiesta per corruzione e falso in atti pubblici legata al riconoscimento delle invalidità civili
MASSA. È un’inchiesta delicata e di forte impatto pubblico quella che ha portato, all’alba di mercoledì 14 gennaio, all’esecuzione di cinque misure cautelari nell’ambito di un’indagine su presunti episodi di corruzione e falso nelle procedure per il riconoscimento delle invalidità civili.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Massa Carrara su disposizione della Procura della Repubblica. Due indagati sono finiti in carcere, mentre per altri tre sono stati disposti gli arresti domiciliari.
Tutti sono accusati, a vario titolo, di aver favorito cittadini nelle pratiche sanitarie in cambio di somme di denaro. La Procura ricorda che per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
Le accuse: «Interferenze sulle commissioni mediche»
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il fulcro del sistema sarebbe stato Maurizio Ratti, medico legale dell’Asl di Massa e dirigente della commissione medico‑collegiale incaricata di valutare le domande di invalidità. Per gli investigatori, Ratti avrebbe sfruttato il proprio ruolo per orientare l’esito delle pratiche, garantendo riconoscimenti indebiti in cambio di denaro.
Accanto a lui, secondo la Procura, avrebbero agito:
- Anna Santinami, accusata anche di aver redatto certificazioni mediche false
- Elio Guatieri
- Marco Lazzini
- Giovanni Giusti (consigliere comunale nella lista Persiani sindaco)
Questi ultimi tre sono ritenuti intermediari tra i richiedenti e i professionisti coinvolti. La posizione dei privati che avrebbero beneficiato dei presunti favoritismi è ancora in fase di accertamento: saranno ascoltati nei prossimi giorni.
L’indagine: perquisizioni e sequestri di documenti
L’inchiesta è partita nel dicembre 2024 e ha richiesto mesi di accertamenti. Questa mattina, oltre all’esecuzione delle misure cautelari, i Carabinieri – insieme al personale di polizia giudiziaria della Procura – hanno effettuato perquisizioni in diversi uffici pubblici e nelle abitazioni degli indagati. Sono stati sequestrati numerosi documenti, sia cartacei che digitali, ritenuti utili a ricostruire il quadro delle presunte irregolarità. Da quanto si apprende l’arresto di Giovanni Giusti è avvenuto mentre si recava in Comune e nel palazzo civico i carabinieri hanno acquisito dei documenti negli uffici della Master, società partecipata del Comune.
I prossimi passi: gli interrogatori di garanzia
Nei prossimi giorni i cinque indagati compariranno davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia. Sarà quella l’occasione per fornire la propria versione dei fatti e presentare eventuali elementi difensivi.
