Livorno, ruba all'Emporio solidale della Caritas: «Ha lasciato la cella freezer aperta, gettato tutto» – Video
L'amarezza del direttore Guido De Nicolais: «Il quarto colpo che subiamo, il terzo in appena un mese e mezzo. Dovremo installare un sistema di difesa spendendo 10mila euro, soldi sottratti ai bisognosi. Non va bene»
LIVORNO. «Stiamo facendo un preventivo per installare un allarme antifurto: costerà almeno diecimila euro. Sono soldi che dovremmo togliere alla carità: come gli 800 euro di prodotti surgelati che abbiamo dovuto buttare nella spazzatura e i 250-300 che ci serviranno per riparare la finestra rotta».
È fuori di sé e amareggiato Guido De Nicolais, il direttore generale della Caritas labronica. L’ultimo giorno dell’anno, all’arrivo nella mensa, i suoi volontari hanno trovato l’Emporio solidale di via La Pira, nel rione di Corea, svaligiato. È il supermercato dei bisognosi, dove chi è povero può fare la spesa gratuitamente. La notte precedente, purtroppo, un uomo lo ha preso d’assalto portando via del cibo da una cella frigorifera, lasciandola aperta e mandando quindi in malora tutto il resto del contenuto lasciato lì. Avventandosi pure su olio, tonno e altri prodotti in scatola. Oltre che sugli spiccioli della macchinetta del caffè.
«Questo atto – spiega De Nicolais – va contro le persone bisognose, è in primis una grave mancanza di rispetto verso di loro, ma anche nei confronti dei nostri operatori che donano il loro tempo libero a sostegno della collettività e verso la Diocesi, che investe risorse e dovrà pagare diecimila euro per un sistema antifurto sottraendolo a opere verso i poveri, che sarebbero ovviamente più importanti». Chi è entrato nell’Emporio della carità, inquadrato fra l’altro dalle telecamere, lo ha fatto di notte: l’impianto di videosorveglianza esterno lo inquadra in fuga alle 2,25 con in mano un sacchetto della spesa. Dentro, purtroppo, il cibo sottratto. «Il colpevole – prosegue il direttore generale – è senz’altro una persona che conosce la struttura, probabilmente è qualcuno che usufruisce dei nostri servizi e questo fa ancora più male. Bisogna sensibilizzare l’opinione pubblica su quanto accaduto, non si può andare avanti così. È un grave danno per la collettività».
Nell’edificio di via La Pira, quello di fine anno, è stato il terzo raid dell’ultimo mese e mezzo, il quarto in assoluto. Un numero troppo elevato in generale, figurarsi se applicato a chi fa del bene. A chi aiuta gli altri. «Questo individuo ha messo a soqquadro pure le scrivanie dell’ufficio cercando i soldi – prosegue – ma noi denaro là dentro non ne teniamo, dato che chi fa la spesa non paga nulla, ovviamente. Non c’è motivo, quindi, per tenere all’interno cose di valore. Ha rubato pure gli spiccioli della macchinetta del caffè».
Ad accorgersi del colpo, nella mattinata di mercoledì scorso, sono stati i volontari della mensa, aperta anche durante le vacanze natalizie, a differenza dell’emporio che invece è chiuso e riaprirà fra qualche giorno, dopo la Befana. Il problema, economicamente parlando, sono i danni: «Abbiamo dovuto gettare 800 euro di cibo surgelato dalla cella frigorifera lasciata aperta, quasi come un affronto – conclude De Nicolais – e questo è terribile: abbiamo dovuto buttare via degli alimenti, alimenti che avrebbero dato da mangiare a persone bisognose. Non va bene, è uno spreco, dopo il danno la beffa. Non possiamo certo dire ai nostri volontari di fare la guardia di notte. Le persone non possono rubare alla Caritas, perché facciamo del bene. Si tratta di un controsenso».
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