Il Tirreno

Versilia

Effetto Bolkestein

Balneari, al via la stagione più lunga: in Versilia bagni pronti ad aprire. Il presidente Magnani: «È l’ultima con i prezzi calmierati»

di Matteo Tuccini

	Tommaso Magnani, presidente dei balneari di Viareggio
Tommaso Magnani, presidente dei balneari di Viareggio

Il presidente dei balneari viareggini e l’effetto Bolkestein: «Le imprese familiari stanno già cedendo il passo ai grandi gruppi economici: il risultato sarà uno stravolgimento che andrà verso l’esclusività»

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VIAREGGIO. Non sarà certo come lo sbarco degli Alleati in Normandia, che viene definito dagli storici “il giorno più lungo”. Ma quella che sta per cominciare è di sicuro la stagione più lunga della storia del turismo balneare.

Temperature permettendo, gli stabilimenti iniziano ad essere operativi – solo a Viareggio sono una ventina i bagni che apriranno tra fine marzo e Pasqua – mentre all’orizzonte si profilano le “aste” delle spiagge. Che potrebbero arrivare con l’autunno. Dopo anni di battaglie, sentenze e rinvii, le gare per le concessioni previste dalla direttiva Bolkestein sono veramente a un passo: solo così, infatti, si potrà rispettare il termine dell’estate 2027, entro cui le procedure di gara dovranno essere completate.

Si dà per scontato che non ci saranno effetti immediati su questa stagione: ma è chiaro che «è l’ultima prima delle gare: le nubi sono all’orizzonte», come dice il presidente dei balneari viareggini Tommaso Magnani. Il sistema cambierà, con buona pace di una lotta durata una quindicina d’anni. Ma secondo i balneari stessi gli effetti non saranno positivi. A partire dai prezzi.

«Ad oggi – spiega Magnani – gli stabilimenti sanno di dover andare incontro a una clientela che, nella fascia media, ha le sue difficoltà». Non a caso, nei giorni scorsi ha fatto notizia la tariffa agevolata per i versiliesi pensata dal bagno Coluccini di Fiumetto. Ma questa politica sui prezzi a beneficio della clientela locale (o comunque toscana) a detta di Magnani è destinata a finire. «Le tariffe aumenteranno, è logico: i futuri stabilimenti non saranno alla portata di tutti – dice il presidente dell’associazione viareggina – Siamo di fronte a un mutamento che è già visibile, per esempio, a Forte dei Marmi, che storicamente indica dove va il futuro del nostro settore». A Forte molte famiglie storiche che gestivano lo stabilimento da anni hanno lasciato il passo, cedendo l’attività a grandi nomi dell’imprenditoria. Al punto che il sindaco Bruno Murzi si è chiesto come intervenire per evitare che i posti spiaggia diventino inaccessibili alla clientela, anche medio-alta. Ma è della stessa pasta l’operazione che a Marina di Pietrasanta porta la firma di Dimitri Kunz, compagno del ministro Daniela Santanchè che sta trattando i bagni Genzianella e Felice, quest’ultimo della famiglia dell’ex sindaco Massimo Mallegni. I bagni di Viareggio e della Versilia fanno gola a chi ha grosse somme da investire. «Le imprese balneari familiari – concorda Magnani – stanno passando la mano a favore di grandi gruppi economici. Che trasformeranno il Dna degli stabilimenti. Da un lato, ci sarà la tendenza a ridurre il numero stesso dei bagni per accorparli, con un progetto turistico più elitario ed esclusivo. Che, per esempio, privilegerà le tende rispetto agli ombrelloni. In generale, lo standard sarà elevato e questo si tradurrà inevitabilmente in una richiesta economica più importante alla clientela. Corriamo il rischio di ripeterci, ma abbiamo sempre detto che l’idea di affidarsi alla Bolkestein per avere più spiagge libere accessibili a tutti non aveva fondamento nella realtà. La verità è che la necessità di concorrenza richiesta dall’Unione Europea non andrà incontro al consumatore, ma a chi se ne vuole approfittare». Secondo Magnani, il turismo balneare sarà anche preda di speculazioni «che tenderanno a utilizzare la concessione non come attività diretta, ma con il subappalto. In ogni caso, un colosso imprenditoriale non ha interesse a ragionare sul “locale” e sulla ricaduta sul territorio: l’unica cosa a cui guarda è il ritorno di un investimento più o meno corposo».

Nel frattempo la clientela tradizionale, quella che vive e lavora in zona, «comincia a rendersi conto che gli effetti della Bolkestein non sono più solo teorici, ma pratici», prosegue Magnani. C’è chi si chiede cosa fare per l’estate, se cambiare o restare fedele come sempre al proprio bagno di riferimento; d’altra parte questo è periodo delle ultime conferme del posto spiaggia. «Non saprei dire come stanno andando gli stagionali, è ancora presto – assicura Magnani – Ma io credo che, al momento, ci sia una certa stabilità». Anche l’utenza, insomma, è in attesa di capire come evolverà la situazione.


 

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