Quando la Rc auto è fake, come accorgersene: i segnali da non sottovalutare e come difendersi
Vademecum dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza, che mette in guardia i cittadini sui pericoli del web: «Diffidare da chi propone di essere contattato esclusivamente sul cellulare o via Whatsapp»
Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato il modo in cui si acquistano prodotti e servizi, anche quelli più tradizionali. Oggi, con un pc o uno smartphone, si può prenotare un viaggio, ordinare una pizza, fare la spesa e anche stipulare una polizza. Anche perché – spiega l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni (Ivass) su internet si trovano i siti di tante imprese e intermediari assicurativi: bastano pochi click per chiedere un preventivo e, se convince, concludere un contratto.
La semplicità di accesso al web e l’immediatezza del suo utilizzo, tuttavia, possono rivelarsi un’arma a doppio taglio, perché lo rendono terreno adatto anche a chi non è motivato dalle migliori intenzioni.
Navigando online si ha accesso a un vasto numero di offerte che possono essere confrontate e attivate facilmente. Ma attenzione: anche le proposte più allettanti possono nascondere delle insidie. Possono essere offerte sul web, mediante app di messaggistica oppure telefonicamente da intermediari o da imprese che in realtà non esistono. In questi casi si parla di “ghost broking” e di “ghost insurance”, cioè “mediazione fantasma” e “assicurazione fantasma”.
«Se si viene tratti in inganno si rischia non soltanto di perdere i soldi, ma anche di scoprire al momento del bisogno di non essere assicurato – fa sapere l’Ivass – . E magari, se l’assicurazione è obbligatoria, c’è poi anche da pagare una multa».
Ma come avviene la truffa? Tutto inizia navigando su internet alla ricerca di un’offerta per la Rc auto: ci si imbatte nel sito di una “impresa” o di un “intermediario” che propone un’offerta molto conveniente. «Apparentemente tutto sembra ok– sottolinea l’Ivass – . Allora, cliccando sul sito, si inseriscono i dati e in poco tempo si viene contattati, solitamente tramite telefonata al cellulare o con messaggio su Whatsapp: viene allora proposto un “prezzo scontato” che sembra invitante, a cui fa seguito un preventivo con la cifra pattuita. Così, se si accetta, si decide di stipulare la “polizza”, ma è una truffa. Lì per lì, non si capisce di essere stati vittima di un inganno. Poi, per caso, magari perché si viene fermati dalla polizia per un controllo o perché si ha un incidente, ci si accorge di essere stati ingannato». E a quel punto non resta che sporgere denuncia e sperare che i truffatori siano fermati.
Ma come possiamo difenderci? È l’Ivass a dare alcuni consigli. «Il segreto per non farsi ingannare è informarsi, approfondire, confrontare, non fermarsi alla prima impressione e porsi delle domande – sottolinea l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni – . Infatti, conoscere le principali truffe sul web è il modo migliore per non cadere in trappola. Prima di tutto, occorre ricordare che in Italia l’attività assicurativa può essere esercitata esclusivamente da imprese e intermediari iscritti negli albi tenuti dall’Ivass. È fondamentale diffidare soprattutto da chi propone di essere contattato esclusivamente sul cellulare o tramite sistemi di messaggistica veloce. Inoltre, il prodotto offerto dalle assicurazioni “fantasma” vede spesso come protagonisti personaggi che utilizzano sistemi di vendita aggressivi e che chiedono il pagamento tramite modalità anomale oppure non consentite per la regolare riscossione del premio assicurativo, ad esempio a favore di carte prepagate. In questo caso si ha la certezza che si tratti di una truffa. Infine è importante non dimenticare che chi propone la polizza, se è un intermediario, deve anche essere iscritto nel registro unico degli intermediari oppure essere presente nell’elenco degli intermediari dell’Unione Europea».
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