Livorno, ladro spacca l'Elektro Fusion e fugge con la cassa sottobraccio – Video
Rubati 800 euro dal locale di via Mastacchi, abbattuta la vetrata alta due metri. Il titolare Fabio Elettrico: «Ora basta, è la seconda volta, servono telecamere pubbliche»
LIVORNO. Ha abbattuto una vetrata del bar scappando con il registratore di cassa sottobraccio con all’interno 800 euro. Furto ingente, attorno alle 4 della notte fra venerdì 14 e sabato 15 febbraio all’Elektro Fusion di Fabio Elettrico – patron dell’omonima distilleria labronica conosciuta in tutta Italia non solo per uno dei suoi prodotti di punta, il “Bitter amaranto” – di via Mastacchi. Il malvivente, uno a giudicare dalle immagini del sistema di videosorveglianza, ha infranto la vetrata dal lato di via Pera ed è fuggito in pochissimo tempo, portando via i soldi, che purtroppo l’imprenditore aveva lasciato nel suo locale.
«Le cose stavano iniziando ad andare “benino”, i clienti stavano iniziando a conoscerci – le parole di Elettrico – e purtroppo, stavolta, mi sono dimenticato il denaro dentro, sono veramente amareggiato. La vetrata abbattuta, alta due metri e larga 1,80, è veramente grossa e danneggiandola il ladro si è anche ferito, dato che ho trovato del sangue sul pavimento e dietro al bancone. Ha poi portato via l’intero registratore di cassa, strappandolo: avrebbe potuto limitarsi a prendere i soldi, mi avrebbe fatto meno danni».
L’Elektro Fusion, inaugurato il 22 maggio dell’anno scorso, si ritrova a fare i conti con il secondo raid in sette mesi. Il primo si era registrato poche settimane dopo l’apertura, nella notte fra il 24 e il 25 giugno del 2024. In quell’occasione vennero stimati seimila euro di danni: una sessantina di bottiglie di pregiato liquore (prezzi fra i 25 e i 30 euro) sparita, un condizionatore d’aria pronto per essere montato portato via di peso e perfino un’affettatrice venne presa di mira, poi ritrovata danneggiata per strada in via Pera, a poche centinaia di metri di distanza. Oltre a quest’ingente ammanco i ladri rubarono pure diverse macchinette del caffè e circa 300-400 euro dal registratore di cassa.
Stavolta, ma non è una consolazione, forse è andato meglio. Ottocento gli euro rubati dal registratore, anche se la vetrata «rappresenta senz’altro il danno più ingente. Per buttarla giù in questo modo chissà quanto tempo ci ha messo». Elettrico, ieri mattina, è stato avvertito da un’abitante della zona, una donna che era appena salita sulla sua auto parcheggiata accanto al locale. Poi ha chiamato i carabinieri, giunti per il sopralluogo con una pattuglia del nucleo operativo e radiomobile: «Le forze dell’ordine fanno sempre il massimo, i militari dell’Arma sono stati veramente gentili, arrivando fra l’altro in pochissimi minuti – le parole del proprietario – ma qualcosa, in questa zona, bisogna fare. Di fronte c’è il cimitero degli Inglesi, spesso spaccano le macchine in sosta, basterebbe che il Comune installasse una telecamera pubblica per fare da deterrente. I maggiori controlli non penso servano, comunque i ladri possono agire dopo che polizia o carabinieri vanno via, serve più un sistema di videosorveglianza. Sono amareggiato, ma comunque resterò aperto in queste sere, mi sono già organizzato: non deluderò i clienti».
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