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Comunali a Livorno, Barale dal sogno ballottaggio alla beffa: «Mi fermo, non andrò in consiglio»

di Franco Marianelli
Comunali a Livorno, Barale dal sogno ballottaggio alla beffa: «Mi fermo, non andrò in consiglio»

La candidata sindaca del Primo Polo conferma la scelta di lasciare la politica attiva: «Ma le nostre battaglie proseguono»

11 giugno 2024
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LIVORNO. Quando il pc piazzato nella sede di "Valentina Barale sindaca" in via Buontalenti (nella vecchia sede de "Il Mercatone") , sintonizzato sul sito dell’amministrazione , evidenzia i risultati del primo seggio, i presenti sobbalzano sulla sedia: prima la stessa Barale a pari merito con Alessandro Guarducci seguiti a distanza da Luca Salvetti. Ma i voti sono rispettivamente dieci per i primi due e quattro per l’attuale sindaco per un totale di 24 elettori. Il seggio è quello di Gorgona, troppo poco rappresentativo per essere preso a modello. Peraltro sull’isola non poteva mancare un (proporzionalmente al numero dei votanti) un discreto successo di Carlo Mazzerbo, ex direttore del carcere e candidato nella lista Prospettiva a sostegno della stessa Barale.

Sono poco più delle 14.30 e il primo dato viene accolto da una pattuglia di "baraliani" già in posizione di ascolto. Fra loro l’olimpionica Ilaria Tocchini, Francesco Archibugi di Buongiorno Livorno alla "consolle" del computer, l’ex presidente del consiglio comunale dell’era Nogarin, Daniele Esposito che tiene il filo diretto con i propri rappresentanti di lista, e altri due militanti grillini Andrea Meschi e Stefano Luciani. Ma ecco arrivare un seggio di piazza Due Giugno sicuramente più indicativo: Salvetti si appropria subito di quella percentuale che lo accompagnerà sino al risultato finale ma la notizia è che Barale è seconda con 150 voti e Guarducci a 81. Gli occhi cominciano a brillare e nel frattempo arriva la stessa candidata sindaca che sfrutta il suo talento per il canto per rallentare l’ansia dell’attesa improvvisando pure passi di danza propiziatori, accompagnata dai suoi sostenitori.

La danza sembra effettivamente portare bene perché subito dopo arriva un altro dato confortante da villa Corridi: Salvetti 160 voti, lei 58, il candidato sindaco del centrodestra 38. La sala si sta riempendo di persone, molti gruppi familiari con bambini e cani al seguito. Arriva lo stesso Mazzerbo, scherzano sul suo "exploit" della Gorgona e lui sta al gioco, arriva Marco Cannito, capolista di Città Diversa e saggiamente invita ad aspettare prima di lasciarsi andare al sorriso. Il tempo di bypassare i risultati di due seggi ospedalieri ininfluenti e cominciano ad arrivare due brutte notizie: l’avvicinarsi di Salvetti al 50% e il sorpasso di Guarducci divenuto poi costante. Una bambina disinteressata alla tenzone elettorale si diverte a giocare alle ombre cinesi intercettando il raggio del computer con le braccia. Al "Mercatone" si aspetta e la speranza non viene meno. Nell’attesa Valentina Barale ci parla dell’origine della sua famiglia (Domodossola nell’alto Piemonte) e che cosa ha votato alle elezioni europee: "Pace, terra e dignità" il movimento di Santoro". Passano i minuti, i seggi arrivano al rallentatore ma quei pochi recitano tutti lo stesso copione: Salvetti che "balla" intorno al 50% e Guarducci perennemente avanti a Barale seppur di poche decine di voti.

Il numero delle sezioni scrutinate diventa significativo, Salvetti non solo agguanta il 50 ma addirittura lo supera. 70, 80 sezioni...I giochi sono fatti. «Ma non penserete mica che lo spumante rimanga in frigo - urla Esposito e tutti offrono il bicchiere all’insegna del "noi ci abbiamo provato pazienza».

«È stato comunque bello - conferma Barale - e non abbiamo rilievi da farci. Ci abbiamo creduto e le nostre battaglie continueranno anche se, come avevo già detto, in questa tornata io "passo" e non sederò in consiglio nonostante il seggio che mi spetterebbe».Ma lei ci credeva (ora che è tutto finito può dirlo) alla ipotesi di un successo di Luca Salvetti al primo turno? «Io non ci credevo ma in città circolavano voci strane in rapporto a una certa destra scontenta del loro candidato. Se si vedono i risultati di Forza Italia, Lega, della stessa Lista di Guarducci mi sembra evidente che certe espressioni della destra abbiano scelto il cavallo oggi vincente». E a quale scopo? «Bella domanda».

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