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A Livorno si estrae il succo dalle foglie d’olivo: «L’Olivello presto sbarcherà in Cina e Usa»

di Franco Marianelli
A Livorno si estrae il succo dalle foglie d’olivo: «L’Olivello presto sbarcherà in Cina e Usa»

L’imprenditore Dario Nadimi (azienda Isf): «Produrremo 90.000 bottigliette al giorno». Ma che gusto ha questo prodotto?

11 febbraio 2024
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LIVORNO. Curioso destino quello della foglia d’ulivo, sino a ieri ridotta al rango di scarto nella produzione dell’olio d’oliva ma da oggi, grazie a Dario Nadimi Zahedani, il livornese amministratore delegato della Isf (Italy Smart Food), vivrà la gloriosa vita che non ha mai avuto, allietando le pietanze di tutto il mondo. E non è esagerato parlare di mondo in quanto l’Olivello (ma con l’olio non ha nulla a che a fare) ovvero il prodotto estratto dalle foglie d’olivo stesse, ideato dallo stesso Nadimi, sarà inviato sperimentalmente, oltre che nel nostro paese, in Cina, a Singapore, nella stato Usa della Florida e in Canada.

Da fine mese al Picchianti lo stabilimento comincerà a produrre e imbottigliare l’estratto di foglia con una previsione di 90. 000 “pezzi” al giorno «e che sarà prodotto con nuove tecnologie a freddo – racconta l’ideatore – e sistemi di bio economia circolare senza uso di additivi chimici e di calore preservando i benefici polifenoli dell’olivo e gli aromi nativi. Insomma un processo di produzione innovativo che utilizza meno energia e non rilascia nell’ambiente sostanze chimiche. La nostra è una nuova tecnologia green – aggiunge il manager – con tempi di processo ridotti, elevata capacità estrattiva, zero solventi, cento per cento ecosostenibile e con alcun rilascio nell’ambiente di residui contaminanti. Da considerare poi che le foglie hanno costo zero e dopo la lavorazione le restituiamo ai produttori per uso fertilizzante».

Ma che gusto ha l’Olivello? «È una specialità unica al mondo che arricchisce di sapore e sostituisce l’uso del sale con grandi benefici per la salute. Un condimento nobile senza grassi, prodotto a freddo associato a bacche di ginepro e spezie e conservato in botti di rovere di Bolgheri. È speciale inoltre per la preparazione di coktails». Non mancano poi le variazioni: «Classico, aromatico, citronette, piccante e saporito e infine tartufato: per tutti i gusti» aggiunge Nadimi.

La presentazione del progetto ha avuto luogo giovedì scorso nel salone della Castagneto Banca (la cui finanziaria Invitalia supporta la Isf) alla presenza dei soci di Nadimi e di molti altri interessati a far parte di questa nuova realtà. Dopo gli onori di casa da parte di Roberto Pullerà, Nadimi è entrato nel merito della presentazione delle virtù dell’Olivello, non solo per quanto riguarda il gusto e le virtù salutistiche del prodotto, ma anche per le agevolazioni fiscali previste per i nuovi soci. «L’antenato del primo Olivello arrivò al porto di Livorno, sotto forma di foglie d’olivo conservate nel sale, trasportato dai vascelli provenienti dall’antica Persia. I persiani l’hanno portato e la mia famiglia di là originaria oggi lo produce e d’altra parte che il prodotto meriti fiducia lo dice pure la Bibbia». 


 

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