Il Tirreno

Livorno

Città e degrado

Terrazza Mascagni, ispezione della Sovrintendenza a Livorno. Salvetti: «Stanziamo 70mila euro l’anno»

di Flavio Lombardi
Terrazza Mascagni, ispezione della Sovrintendenza a Livorno. Salvetti: «Stanziamo 70mila euro l’anno»

Il nostro monumento in malora. «A ottobre rimetteremo i lampioni, poi i corrimano». La novità è che venerdì scorso i tecnici del Comune hanno fatto una ispezione

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. La Terrazza Mascagni, piegata sotto il peso degli agenti atmosferici e del tempo che passa, è il monumento più bello e più conosciuto della città ma oggi appare un tesoro trascurato. Colonnine ammalorate, supporti dei lampioni fessurati e a rischio infiltrazioni d’acqua, corrimano rialzati per effetto del salmastro, delle mareggiate, degli sbalzi di temperatura. Il Tirreno nei giorni scorsi ha raccontato le critiche condizioni in cui versa e ora il sindaco Luca Salvetti replica spiegando i motivi per cui l’amministrazione ha difficoltà nel curare la nostra “grande bellezza”.

«Intanto bisogna sottolineare che si tratta di un bene comune che non funziona come tanti altri. La manutenzione deve essere costante – dice Salvetti –, perché il mare non perdona e la sua azione può solo essere contrastata spendendo soldi ogni anno per ripristinare ciò che naturalmente si rovina, cercando migliori soluzioni di intervento, affinché le riparazioni successive siano di minor portata (anche economica), grazie a nuovi materiali che il settore dell’edilizia propone, rispettando sempre quanto più possibile anche la cromia del cemento».

La novità è che venerdì scorso i tecnici del Comune hanno fatto una ispezione con la Soprintendenza. E sono state individuate tutte le criticità. «Il responso ha detto che ci sono evidenti acciacchi, ma che il malato non è grave», dice Salvetti. Ci sono stati apprezzamenti per le panchine messe negli ultimi due anni uguali a com’erano prima e che nel frattempo non c’erano più, ma niente sconti su quel che c’è da fare quanto prima. «Intanto, per ottobre saranno rimessi a dimora i lampioni che erano stati portati a restauro e temporaneamente sostituiti con altri – garantisce il sindaco –. Entro la fine dell’anno si interverrà sulle componenti murarie con le prime operazioni, tenendo sempre presente che si deve fare il possibile per recuperare quel che c’è, sostituendo invece ciò di cui non si può fare a meno attraverso però una scelta di composizioni materiche che riducano al minimo differenze di colore, a volte inevitabili a causa del passare del tempo. Certamente, si partirà sistemando la parte nord, cioè proprio quella che ha più bisogno, quella dove c’è una banchina di scoglio più corta e più esposta alla furia delle onde, mettendo a bilancio 70mila euro ogni anno a garanzia della continuità degli interventi, ipotizzando per il futuro magari un appalto pluriennale per la manutenzione della Terrazza a ditte specializzate in restauri».

Gradini e corrimano faranno la parte del leone, giudicati le componenti più fragili dell’intero manufatto. Certi scalini saranno sostituiti attingendo da quelli che ancora sono di scorta nei depositi del Comune. Altri, quelli che necessitano di interventi minori, saranno invece riparati cercando di “indovinare” il colore attraverso prove con dosaggio di calcestruzzo, acqua e coloranti.

Da non sottovalutare anche ciò che generalmente, passeggiando, non si vede: il muro che si affaccia sul mare. La Terrazza, sotto, è tutta piena, con riporti di grandi pietre. Si deve evitare che il mare eroda la parte a intonaco e agisca poi sulle pietre scavandole, andando a indebolire il piano soprastante ricoperto dalle mattonelle bianco e nere. I controlli sono già partiti anche lì.




 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Larciano, bambina morta dopo due giorni: la causa del decesso e le parole dell’Asl – Il racconto di tre giorni choc

di Luca Signorini
Speciale Scuola 2030