Presa la banda dei ladri di moto 35 colpi in Toscana, dieci in città
Presi di mira i quartieri di Montenero, Ardenza Scopaia e il centro. La base del gruppo a Fabbricotti Furti anche a Cecina, Pisa e in mezza Toscana. In manette in sei: quattro di loro sorpresi nel sonno
LIVORNO. Li hanno sorpresi nel sonno, in una casa nel cuore di Fabbricotti, in via Fioravanti, all’alba, quando erano appena andati a dormire, dopo una notte di “lavoro”. Tre ucraini sono stati arrestati nella notte tra mercoledì e giovedì scorso in città, mentre un quarto uomo, contemporaneamente, è stato preso a Cecina, in via 4 Novembre. Quattro giovani considerati dai carabinieri membri di una banda specializzata nel furto di mezzi, moto e scooter (ma anche furgoni usati per il trasporto), destinati al mercato nero nell’Est Europa.
Una decina i colpi a Livorno, 35 in tutto in mezza Toscana, da Cecina a Pisa, da Lucca e Viareggio a Empoli, da Pontedera fino a Grosseto. I mezzi ritrovati e restituiti sono stati 24 tra moto e scooter di grossa cilindrata, per un valore totale di circa 200mila euro. Dieci invece i furgoni di varie marche recuperati, pari a 50mila euro di valore.
La banda è stata sgominata dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto operativo e del Nucleo radiomobile della Compagnia di Livorno, dopo tre mesi di intense indagini. I componenti del gruppo, tutti di nazionalità ucraina, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di reato. Si tratta del 32enne Dmytro Hakman, del 20enne Ivan Kraiut, del 24enne Ivan Martyniuk, arrestati in via Fioravanti, e del 22enne Dmytro Kelbia, quest'ultimo preso a Cecina, tutti già noti alle forze dell'ordine; a maggio invece nel Milanese erano stati arrestati altri due connazionali, il 39enne Stepan Chubrei e Ruslan Dovhan, 31, entrambi “corrieri” incaricati di trasportare il carico di dieci moto di grossa cilindrata, fino in Ucraina.
Il blitz dei carabinieri è scattato dopo l’ennesimo furto, seguito per filo e per segno dai militari, che da tempo stavano dietro al gruppo. Un colpo fruttato ai quattro un ricco bottino di sei moto di grossa cilindrata: V Strom Suzuki 750, Z1000 Kawasaki, KTM Supermotard e un Sh, a bordo di un Mercedes ritrovato a Nugola, dove i malviventi avevano lasciato il furgone in sosta, con l’intento di recuperarlo l’indomani. Inoltre, altre due moto Honda, rubate a Pisa, sono state trovate su un altro furgone, anche questo frutto di un furto. I colpi, secondo i carabinieri, erano appena stati messi a segno a Livorno e nella città della Torre pendente.
I proprietari dei mezzi, rubati un po' in tutta la città dalla Scopaia a Montenero fino ad Ardenza e al centro, erano studenti, impiegati e padri di famiglia che per comprare le agognate due ruote avevano messo da parte i soldi a fatica, mese per mese. Tra loro anche un cadetto dell’Accademia. Molte le vittime di Livorno, ma i furti sono stati messi a segno anche nelle altre città toscane, oltre che a Varese e Milano.
La banda probabilmente agiva da tempo, sicuramente da qualche mese. L’indagine dei carabinieri è nata dalla segnalazione di un cittadino che a marzo aveva assistito a movimenti sospetti: quattro stranieri che vagavano per la città su un furgone. Il residente aveva così avvisato i carabinieri, che avevano dato il via agli accertamenti. Come emerso nel corso delle indagini, i mezzi, una volta rubati, venivano trasportati e consegnati - previo pagamento di una somma concordata - ad altri ucraini, che avevano il ruolo di “corrieri”: erano questi ultimi a occuparsi del trasporto fuori dal territorio nazionale.
Il modus operandi dei malviventi era sempre lo stesso: il gruppo, mai meno di 3-4 persone, agiva di notte, girando la città a bordo di uno o due furgoni, solitamente rubati. Dopo aver adocchiato la “preda”, spesso un modello già commissionato dai referenti in Ucraina, comunque moto di valore come Ducati, Honda, Yamaha e Kawasaki da rivendere a prezzi fra gli 800 e i 1.500 euro l'una, i malviventi entravano in azione. «Non si facevano scrupoli nell’introdursi in cortili condominiali, garage o parcheggi privati dove, impossessatisi dei mezzi prescelti, li caricavano sul loro veicolo», dice il colonnello Andrea Guidoni, comandante del Reparto operativo. I furgoni, con all’interno le moto rubate, venivano quindi nascosti. «A volte, con le moto appena rubate, venivano lasciati in sosta anche a pochi metri dal luogo del furto: è il caso successo a Pontedera, in via Einstein», dice Leonardo Bricca, comandante del Norm. «Le moto venivano prese di peso e caricate dagli stessi ucraini sui furgoni: si parla di gente molto robusta e pericolosa», spiega il capitano Michele Morelli, comandante del Nucleo investigativo. Le moto pochi giorni dopo passavano su un furgone “pulito”, in partenza per l'Est Europa.
Il 22 maggio i carabinieri erano riusciti a intercettare a Quarto Oggiaro due dei corrieri, Stepan Chubrei e Ruslan Dovhan, in procinto di lasciare l’Italia con due furgoni carichi di 10 tra motocicli e scooter destinati al mercato dell’Est. I due sono già stati condannati e si trovano in carcere nel Milanese. I quattro presi a Livorno e Cecina invece sono stati accompagnati alle Sughere: sono accusati di furto e ricettazione, con l’aggravante di aver costituito un gruppo criminale transnazionale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
