Il Tirreno

Livorno

I Quattro Mori tornano liberi

di Matteo Scardigli
I Quattro Mori tornano liberi

Dopo una serie di “ritocchini” il granduca torna ad accogliere i turisti provenienti dal porto

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LIVORNO. Ingabbiati dalle impalcature da ormai quasi due mesi e liberati da pochi giorni per la gioia dei livornesi e dei turisti, ieri mattina i Quattro Mori sono stati ufficialmente restituiti alla città. Ad alzare il sipario in piazza Micheli l'assessore alla cultura Serafino Fasulo e il presidente della Fondazione Livorno Luciano Barsotti, insieme a Loredana Brancaccio, funzionario della Sovrintendenza dei Beni Culturali, e Lorenzo Morigi, titolare della ditta che ha effettuato il restauro.

L'intervento per la pulizia generale ed il ripristino delle parti danneggiate, finanziato interamente dalla Fondazione Livorno, è stato reso necessario dall'usura causata dagli agenti atmosferici e inquinanti, che ha portato lo scorso anno al distacco dalla mano del Granduca di una parte del "cartiglio" con le Leggi Livornine.

Per Barsotti è stata «una grande soddisfazione: la Fondazione si è sentita in dovere».

«Il nostro è un compito di alta sorveglianza», afferma Brancaccio: «È necessaria una manutenzione ogni 2-3 anni».

«Il monumento è sottoposto a condizioni critiche», spiega Morigi: «Non solo deve resistere alle intemperie ed allo smog delle auto, ma anche a quello delle navi. Abbiamo lavorato per restituire l'opera al suo originario splendore cercando allo stesso tempo conservare i segni lasciati dalla storia, come le impronte delle palle di cannone».

Le operazioni, iniziate lo scorso maggio, hanno riguardato sia la figura in marmo di Carrara di Ferdinando I de' Medici e del suo piedistallo, sia i quattro bronzi dei Mori. La ditta Morigi aveva già effettuato un restauro nel 1990 e una manutenzione nei primi anni Duemila.

Dopo una prima fase di pulizia superficiale e la disinfestazione per eliminare alghe e licheni è iniziata la pulitura eseguita con lavaggi, impacchi di sostanze chimiche, micro-sabbiature e spazzolamenti. Al termine sono stati applicati fissanti e protettivi per preservare le statue e difenderle anche dai graffiti.

Tanti i “ritocchini” in particolare per Ferdinando: applicate nuove stuccature, ricollocati gli elementi caduti e ricostruiti quelli ormai perduti (l'occhio sinistro, il naso e la tempia sinistra), trattati i perni inseriti nel secolo scorso per assicurargli stabilità.

Fasulo insiste sul fatto che «torna a splendere il monumento simbolo di Livorno, il biglietto da visita che la città consegna ai turisti che arrivano dal mare. Questo monumento ha un significato che, essendo le statue mute per natura, è stato spesso frainteso e oggetto di polemiche: faremo in modo che possa dialogare».

Il granduca, fondatore di Livorno, volle celebrare la nascita della città e i trionfi dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano contro i corsari; la statua centrale fu realizzata dallo scultore Giovanni Bandini, i Quattro successivamente da Pietro Tacca. Il monumento rischiò di essere distrutto durante l'invasione francese del 1799, e fu poi scomposto per esser messo in salvo dai bombardamenti della seconda Guerra Mondiale; fu ricollocato definitivamente nel 1950.

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