Il Tirreno

Livorno

Solidarietà

A piedi dal Pakistan a Livorno, ora Waqar è un volontario e aiuta i migranti

di Stefano Taglione

	A sinistra Waqar Mohammad mentre aiuta in veste di volontario
A sinistra Waqar Mohammad mentre aiuta in veste di volontario

Ha impiegato quattro anni per raggiungere l’Italia. Dopo aver studiato l’italiano e aver superato il corso con la Misericordia, lavora in un ristorante di Tirrenia

17 aprile 2024
3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Poter aiutare le persone che hanno bisogno è per me una grande soddisfazione: io so cosa significa non avere soldi, vestiti e cibo. Quando ho svolto questo servizio non ho consegnato solo un sacchetto da mangiare a una persona, ma trasmesso un sentimento importante. Io mi sento in dovere di dare una mano, perché so cosa significa fare un viaggio della speranza verso l’Europa».

Waqar Muhammad, ventottenne pachistano, è arrivato nel vecchio continente dopo quattro anni trascorsi lungo la tratta balcanica, passando da Iran, Iraq, Turchia, Grecia, Macedonia del Nord, Serbia, Ungheria e Austria. Nel 2022 è arrivato in Italia, dopo essere stato in Francia e Germania. Poi si è stabilito a Livorno e adesso, da qualche mese, vive nel centro di accoglienza di via di Sant’Anna, in Venezia. Nei mesi scorsi, per dare una mano alle persone bisognose, ha ultimato un corso per volontario di protezione civile con la Misericordia di Livorno e proprio pochi giorni fa, dopo l’arrivo della Ocean Viking in porto con il suo carico umanitario di disperati in fuga dalla guerra e dalle atrocità, ha voluto in prima persona dare una mano a coloro che hanno deciso di attraversare il Mediterraneo per avere una speranza. Come lui, anni fa, lungo la tratta balcanica.

«Nel suo Paese – spiegano dalla confraternita diretta da Gabriele Vannucci – ha frequentato la scuola e si è sempre tenuto impegnato, svolgendo lavoretti saltuari come falegname o muratore. Il 2 novembre del 2018 ha lasciato il Pakistan partendo per la rotta balcanica, ha impiegato circa quattro anni per arrivare in Italia. Durante il suo lungo e duro viaggio ha attraversato diversi paesi e in alcuni si è trattenuto di più, trovando lavoro poiché reperire i mezzi di trasporto per spostarsi non è sempre così facile. Ha attraversato Iran, Iraq, Turchia, Grecia, Macedonia del Nord, Serbia, Ungheria e Austria, arrivando in Italia nel 2022. Lo ha accolto il centro di prima accoglienza “Terra Ferma” di Livorno, nel dicembre del 2022, e fin da subito si è mostrato volenteroso e disponibile a studiare la nostra lingua per potersi integrare. Ha effettuato diversi corsi formativi, tra i quali l’Haccp e l’abilitazione alla guida di cartelli elevatori semoventi industriali. Grazie al corso ha iniziato a lavorare come cameriere in un ristorante di uno stabilimento balneare di Tirrenia. Nel dicembre dell’anno scorso ha iniziato il percorso come volontario di protezione civile qui da noi, mostrandosi fin da subito operativo e attivo nelle varie emergenze. Per ultima lo sbarco della nave Ocean Viking avvenuto circa dieci giorni fa presso in porto a Livorno. In questo sbarco Waqar ha visto scendere tanti ragazzi come lui, che sono venuti a cercare un futuro migliore in Italia e si è messo subito a disposizione della protezione civile per fornire loro assistenza e un pasto caldo. Da quando ha superato l’esame, lo sbarco al quale ha partecipato è stato il suo primo vero intervento di protezione civile. Sicuramente, per la sua storia e il suo racconto, è stato molto emozionante vederlo lì».

«Questo è il vero senso della parola accoglienza – spiegano il direttore della Misericordia di via Verdi, Gabriele Vannucci, e il responsabile delle emergenza Leonardo Tomassoli – Waqar ha consegnato i pasti alle persone che sbarcavano in porto e che poi, attraverso la prefettura, sono state accolte in Toscana. Gli abbiamo dato una mano in tutti i modi per studiare per il corso e frequentarlo, era molto importante che riuscisse nel suo intento. Una grande emozione vederlo operare con noi».

Le ultime
Il decreto

Dal governo via libera al Salva-casa: vetrate e sanatorie, le nuove regole