Il Tirreno

L’intervista

Dario Puppo, la voce di Eurosport fa le carte ai Giochi: «Cinque ori possono arrivare»

di Davide Berti

	Dario Puppo
Dario Puppo

Sarà il primo giornalista italiano a commentare le Olimpiadi di Milano-Cortina con il debutto del curling

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La voce di undici Olimpiadi, che da oggi diventeranno dodici. La preparazione di chi non lascia nulla al caso. La passione di chi ha messo nelle mani degli sport olimpici la propria vita. Dario Puppo, telecronista di Eurosport e direttore di neveitalia.it, sarà il primo giornalista italiano a commentare le Olimpiadi di Milano-Cortina con il debutto del curling. E lo farà con il suo stile inconfondibile che ne ha fatto, in oltre 25 anni di carriera televisiva, un punto di riferimento, non solo per gli addetti ai lavori. Arguto e tagliente, una preparazione maniacale al pari degli atleti. Prima il tennis, poi gli sport invernali, quelli da combattimento, fino alle freccette: chi ha avuto la fortuna di lavorare in redazione con lui ha sicuramente un aneddoto da raccontare. A lui abbiamo chiesto di analizzare queste Olimpiadi.

Dodici Olimpiadi, chi lo avrebbe mai detto.

«Non sono mai troppe, perché l’emozione c’è sempre. E quelle in Italia hanno un sapore particolare».

La seconda in casa.

«A Torino sono stato anche tedoforo, il 2006 fu un sogno. Per questi Giochi tutti stanno impazzendo da ogni parte del mondo: li conquisteremo con la nostra montagna, sperando che il coinvolgimento sia paragonabile a quello di Torino».

Le emozioni più belle?

«Da Josefa Idem a Igor Cassina in quelle estive, lo sci di fondo e il curling a quelle invernali».

Un rimpianto?

«La medaglia mancata di Giorgio Rocca dopo le vittorie in Coppa. Se la meritava».

Torniamo a Milano-Cortina e pronunciamo la parola proibita: medaglie?

«Non mi piacciono troppo i pronostici, ma abbiamo provato a fare qualche proiezione con l’amico e collega Massimiliano Ambesi: siamo tra le 25 e le 30 medaglie».

Ori?

«Io sono per i cinque ori».

In quali gare?

«Ne dico tre. Il misto nel curling, il gigante parallelo dello snowboard e la velocità femminile dello sci, tra super gigante e discesa. Se poi anche Tabanelli stesse bene nel freestyle… Le variabili sono tante».

Troppe?

«No, giuste come in ogni competizione sportiva che si rispetti. La forbice più ampia di possibilità la vedo in due discipline: lo short track e il biathlon. In ogni gara si può ambire ad almeno una medaglia».

Sogni?

«Ma direi più che altro i desideri nella lampada di Milano-Cortina, quelle medaglie che l’Italia si merita. La squadra maschile del curling ha il tabù della semifinale, ed è ora di sfatarlo. Il biathlon, per il momento che sta vivendo, si merita l’oro. Laura Pirovano di salire sul podio».

Due nomi per queste Olimpiadi?

«Tanti ne ho già fatti, ne dico uno gigantesco e uno che sta dietro le quinte. Roland Fischnaller, gigantesco. Cesare Pisoni, tecnico dello snowboard: vale quanto Velasco, è riuscito a dare al movimento una energia pazzesca».

Quando la sentiremo?

«Curling e biathlon, sarà senza dubbio una maratona».




 

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