Il Tirreno

L’intervista

Cabrini non fa sconti a nessuno: «Italia, serve lanciare i giovani»

di Nicolò Valli
Cabrini non fa sconti a nessuno: «Italia, serve lanciare i giovani»

L’ex terzino sugli Europei in corso: «La Spagna parte favorita»

09 luglio 2024
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Giovedì’ sarà l’11 luglio, una data indelebile per la storia della nostra Nazionale. Nel 1982, l’Italia sconfisse la Germania laureandosi campione del mondo per la terza volta nella sua storia. Un risultato che fece gioire il presidente della Repubblica Sandro Pertini presente sulle tribune del Bernabeu e un Paese intero. A 42 anni di distanza, il ricordo di quell’impresa e di quella squadra (chi ha qualche capello bianco ricorderà la filastrocca “Zoff, Gentile, Cabrini, Oriali, Scirea” per ribadire la titolarità degli intoccabili) è ancora vivo, soprattutto dopo la delusione dell’attuale Italia eliminata dalla Svizzera agli ottavi dell’Europeo. Tra i protagonisti di allora c’era anche Antonio Cabrini, il Bell’Antonio che si presentò sul dischetto della finale iridata mandando a lato la sfera dopo qualche minuto dall’avvio della gara, prima che le reti di Pablito Rossi, Tardelli ed Altobelli spianarono la strada verso la gloria.

Cabrini, quante volta ripensa a quel rigore?

«Sono gli altri che me lo ricordano. Per fortuna non è stato determinante».

Qual era il segreto di quella squadra?

«Eravamo uniti, è vero, ma in campo c’erano giocatori veramente forti e conosciuti in tutto il mondo».

Cosa che non sembra più così al giorno d’oggi. Come mai?

«L’Italia deve tornare ad incutere timore, le avversarie devono rispettare la nostra Nazionale e questo dipende anche da chi scende in campo».

Uno dei temi principali è l’assenza di talenti puri. Come mai?

«Perché non si ha il coraggio di lanciare i giovani italiani e di farli giocare nei club di appartenenza. Su questo siamo molto indietro rispetto ad altre nazioni».

L’eliminazione agli ottavi di Euro 2024 è quindi una logica conseguenza.

«È una sconfitta che mette a nudo tutti i problemi del calcio italiano. Le colpe sono da dividere tra tutti».

Come si riparte? Le qualificazioni al Mondiale incombono.

«Più che pensare al Mondiale, credo sia il momento di leccarsi le ferite e capire cosa non va. Serve un cambiamento del sistema, ma questo non avviene in un mese».

Le piace questo Europeo?

«Credo rispecchi quello che offre il calcio mondiale in questi ultimi anni. Sono arrivate in fondo quattro nazionali forti. La gente vorrebbe sempre vedere risultati roboanti con tanti gol, ma questo è».

La sua favorita alla vittoria finale?

«La Spagna ha fatto vedere sino a questo momento qualcosa in più. Ha un sistema corale e questo la porta a esprimere un grande calcio. Parte davanti, ma saranno partite molto equilibrate».

L’Inghilterra ha più chances dell’Olanda?

«Non ne sono così convinto. L’Olanda era considerata da pochi, ma se è arrivata sin qui significa che è una formazione valida».

Oggi Antonio Cabrini cosa fa?

«Mi occupo di altro. Ho allenato la Nazionale Femminile per cinque anni poi sono uscito. Sono rimasto comunque in contatto con tantissimi amici con cui ho condiviso anni indimenticabili».l


 

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