Ricatto a luci rosse a Tommaso Cocci: a Prato l’autogol di Fratelli d’Italia. Indaga la Digos
Due lettere anonime contro l’ex consigliere: è “fuoco amico”. Foto hard e l’accusa di essere iscritto alla massoneria: lui ha subito denunciato
PRATO. Ora le battute si sprecano, Fratelli coltelli, Fratricidi d’Italia e chi ne ha più ne metta, ma c’è poco da scherzare, sul piano politico, a proposito del caso di cui è rimasto vittima l’ex consigliere comunale di Fratelli d’Italia e candidato in pectore alle elezioni regionali Tommaso Cocci, bersaglio di “fuoco amico” con un paio di lettere anonime che ieri, sabato 30 agosto, sono diventate pubbliche e che lo accusano di una serie di misfatti: essere massone, aver fatto uso di droghe, aver partecipato a orge gay con minori. Manca solo il vilipendio al tricolore e poi siamo al completo.
Le due lettere gli sono state recapitate tra febbraio e aprile e lui, che dice di non aver niente da nascondere, ha subito fatto denuncia alla polizia. La Digos sta indagando per risalire all’autore delle missive, ma nessuno dubita che le minacce arrivino dall’interno del suo partito, che così sembra voler confermare una sorta di vocazione a perdere proprio nell’anno in cui il centrosinistra aveva messo la palla sul dischetto del rigore al centrodestra, col Comune commissariato dopo l’inchiesta in cui l’ex sindaca Ilaria Bugetti è indagata per corruzione.
Un partito, Fratelli d’Italia, le cui lacerazioni interne adesso fanno impallidire quelle che per settimane sono state addebitate al Pd, il cui segretario provinciale Marco Biagioni ieri non ha perso l’occasione per girare il coltello nella piaga, chiedendo pubblicamente a Cocci, ma anche alla deputata Chiara La Porta perché non abbiano mai detto che l’ex consigliere era massone, per di più iscritto alla loggia Sagittario della Gran loggia d’Italia di via Lazzerini, la stessa a cui era iscritto l’imprenditore Riccardo Matteini Bresci, indagato per corruzione insieme all’ex sindaca.
Il caso è stato sollevato dal Fatto Quotidiano, che è venuto in possesso delle lettere anonime e di una foto che ritrae lo stesso Cocci nudo. Il diretto interessato, che ha dato mandato ai propri legali azioni contro eventuali diffamazioni, preferisce non commentare, così come gli altri dirigenti del partito, e il Fatto Quotidiano scrive che lo stesso Cocci avrebbe ammesso che la foto è autentica. Ma al di là dell’aspetto pruriginoso, e delle accuse anonime non supportate da uno straccio di prova, il problema politico è nell’appartenenza alla massoneria, che in questi anni è stata ampiamente sdoganata (lo stesso ex candidato sindaco del centrodestra Gianni Cenni non fa mistero della sua appartenenza), ma che continua a essere un argomento di polemica, come si è visto anche in occasione dell’inchiesta sulla sindaca Bugetti. Cocci risulta essere stato segretario della loggia di via Lazzerini e a giugno avrebbe informato i compagni di partito di essersi messo in sonno, in previsione della candidatura alle regionali.
Che quelle lettere anonime arrivino da un iscritto al partito lo proverebbero anche i messaggi allegati a una delle lettere anonime e rivolti ai dirigenti del partito: lo sapevate e continuate a sostenerlo? Nella seconda lettera invece ci sarebbe una minaccia più esplicita allo stesso Cocci: se continui a fare politica ti distruggiamo la vita.
Poche settimane prima della prima lettera anonima, a fine gennaio, il consigliere comunale di FdI Claudio Belgiorno, ora anche lui candidato in pectore alle elezioni regionali in competizione con Cocci e già indagato per la storia dei rimborsi versati dal Comune al suo datore di lavoro per una serie di riunioni sulle quale sono stati sollevati dei dubbi, ha presentato una mozione che chiedeva che tutti i consiglieri comunali si sottoponessero a un test antidroga e Tommaso Cocci avrebbe fatto il test dopo pochi giorni.
Tutti segnali di un clima avvelenato che da tempo agita Fratelli d’Italia, in vista delle elezioni regionali che hanno stimolato parecchi appetiti.
Ora bisognerà capire se il caso delle lettere anonime potrà provocare conseguenze sulle candidature, che non sono state ancora ufficialmente depositate. In lizza per Fratelli d’Italia nella quota maschile ci sono Cocci, Belgiorno e Gianluca Banchelli, che da settimane hanno tappezzato la città di manifesti elettorali. Ieri i dirigenti del partito hanno mantenuto il silenzio e una decisione sarà presa nei prossimi giorni.
Il Partito democratico sta alla finestra e probabilmente qualcuno si frega le mani per questo regalo insperato.
«Dopo mesi di campagne d'odio contro il Pd, adesso scopriamo che l'ex capogruppo di FdI in consiglio comunale ha ricoperto ruoli di primo piano nella loggia attenzionata dalla Procura. La verità è che siamo di fronte a un partito con una doppia morale: attacca gli avversari quando il problema ce l'ha tutto in casa. Questa è la destra che intende governare Prato e la Toscana, una destra che cavalca il tema della legalità e della trasparenza solo quando fa comodo».