Il Tirreno

Livorno

Sos sicurezza

Livorno, caos e risse in centro. Minacce ai residenti: «Non sapete chi siamo, se avete coraggio scendete giù»

di Stefano Tagliione

	Un fermo immagine di un video girato dai residenti
Un fermo immagine di un video girato dai residenti

Violenza fra 20 persone in via del Testa: «Così ogni weekend». Una residente: «Ci hanno detto che ci prendono a sprangate»

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Liti, risse e perfino minacce ai residenti che, giustamente, si lamentavano per l’eccessiva confusione in strada: «Non sapete chi siamo, se avete coraggio scendete giù, vi prendiamo a sprangate».

A Livorno sono tre settimane da incubo, le ultime, quelle che stanno vivendo i residenti di via Gherardi del Testa, all’angolo con via Buontalenti, «a causa – dicono alcuni di loro, che per paura di ritorsioni chiedono l’anonimato – di una ventina di persone, crediamo quasi tutti italiani e di circa 20 anni, che ogni fine settimana (il venerdì e il sabato) orinano lungo la strada, urlano, si rincorrono e a volte si picchiano. Stamani (ieri per chi legge ndr) attorno alle 5 un giovane, evidentemente totalmente ubriaco, ha iniziato a prendere a testate il muro di un palazzo ed è stato portato via da alcuni amici fra urla e bestemmie».

Proprio a quell’ora, poco prima di ieri all’alba, i volontari della Svs di via San Giovanni sono intervenuti all’ombra del Mercato centrale con un’ambulanza perché al 112, gli stessi abitanti della zona, avevano raccontato di una rissa fra una ventina di persone, alcuni dei quali minorenni. Ma al loro arrivo, sul posto, non c’era già più nessuno. Gli stessi residenti, al Tirreno, lamentano di avvertire più volte le forze dell’ordine, che però a loro dire non arrivano mai o giungono troppo tardi. In realtà, secondo quanto emerso dal Tirreno, compatibilmente con le tante richieste di soccorso che arrivano fra le varie parti della città, la quale bisogna ricordare che è comunque molto grande per le pattuglie dislocate sul territorio, polizia, carabinieri, municipale e guardia di finanza molto spesso si ritrovano di fronte nutriti gruppi di persone che, vedendo agenti e militari, si comportano correttamente, non disturbano e vengono giustamente invitate a far più piano (non commettendo e non avendo commesso alcun reato).

Schiamazzi, la maggior parte delle volte, che sul momento si risolvono in pochi minuti, ma che secondo i residenti poi vanno avanti. Per questo i cittadini hanno nel tempo presentato degli esposti, non solo da via Gherardi del Testa. «Questo quartiere – spiega ancora una residente – è di fatto territorio di nessuno e i ragazzi sono liberi di minacciarci in ogni modo, è successo ad esempio quando li abbiamo invitati ad andare via: ci hanno detto che non sapevamo con chi avevamo a che fare, di scendere se avevamo il coraggio. Ogni fine settimana abbiamo paura, ci sentiamo in mano a queste persone. La notte non possiamo nemmeno tenere le finestre aperte, ma dobbiamo “murarci” in casa con l’aria condizionata, perché in piena notte o la mattina presto veniamo svegliati dalle urla…». La donna, nel denunciare il fatto al Tirreno, chiede l’anonimato. Spiegando anche perché: «Hanno litigato già con mio marito che li esortava ad andarsene – conclude – e ci hanno minacciato di prenderci a sprangate, non vorrei inoltre che si attaccassero al citofono nelle prossime notti o prendessero la cosa sul personale. Poi, visto che finora nessuno è mai intervenuto, non vorrei doverne pagare io le conseguenze. Sono ormai tre settimane che non si dorme mai», chiosa amaramente.

Proprio via Gherardi del Testa, nel dicembre scorso, fu teatro di una maxi-rissa fra 20 persone che portò, qualche settimana più tardi, la questura a chiudere un circolo privato, in quanto il titolare nell’immediatezza dei fatti – secondo la ricostruzione degli investigatori – non aveva avvertito le forze dell’ordine dei disordini in atto, pregiudicando di fatto il loro intervento, arrivato solo più tardi insieme ai volontari delle ambulanze, che portarono in ospedale quattro cittadini peruviani di 26 (due) e 23 anni (gli altri), uno dei quali assistito a casa sua dopo che, ferito, se ne era tornato autonomamente nel suo appartamento di via Ricasoli, dove abita. «La situazione – aveva spiegato al Tirreno all’epoca dei fatti un abitante del rione – è inaccettabile e indegna di una città civile. Possibile che non si possano mettere due telecamere e non si riesca ad attenzionare davvero una zona che, alla fine, si riduce a pochi metri quadrati?».

La decisione della questura, in quel caso, arrivò subito, visto che il problema venne rapidamente identificato nella presenza degli avventori del locale, anche se poi tutto è in realtà accaduto all’esterno: «I gravi disordini causati dai frequentatori del locale notturno, la mancanza di collaborazione con le forze dell’ordine evidenziata dai gestori in ripetute circostanze, lo stazionamento in ore notturne in via Gherardi del Testa degli associati, che in alcune circostanze si sono resi responsabili di turbative e di intemperanze, sono i fattori principali che hanno determinato un quadro fortemente pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza pubblica – aveva scritto la polizia di Stato in una nota spiegando la decisione– tanto da indurre il questore di Livorno ad adottare il provvedimento di sospensione delle attività». 

Primo piano
L’incidente

Camaiore, si schianta con lo scooter contro un pino: muore 55enne

Estate