Il Tirreno

L’allarme

Botulino, c’è un’altra morte sospetta: vittima una 45enne. Ci sono anche intossicati. L’indagine: analisi sui sott'olio

di Silvia Egiziano

	L'ospedale di Cosenza (foto Adn Kronos)
L'ospedale di Cosenza (foto Adn Kronos)

Tre gli indagati: il venditore ambulante e i rappresentanti legali di due aziende fornitrici degli ingredienti utilizzati nella preparazione del cibo sospetto

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Potrebbe esserci un'altra morte legata alla sospetta intossicazione alimentare da botulino a Diamante, in provincia di Cosenza. Si tratta di una donna di 45 anni di Praia a Mare, sempre nel Cosentino, deceduta nei giorni scorsi per un malore improvviso.

I funerali si sono svolti ieri, ma oggi il fratello della 45enne ha sporto denuncia sostenendo che la donna aveva mangiato un panino acquistato dallo stesso food truck di Diamante che avrebbe venduto i prodotti contaminati. La Procura di Paola - che indaga già sulla morte del turista 52enne di Cercola, Luigi Di Sarno - ha disposto la riesumazione della salma per i necessari accertamenti.

Le indagini

Al momento le indagini degli inquirenti si stanno concentrando sul metodo di conservazione e somministrazione dei sott'olio del furgoncino ambulante, che stazionava per ore sotto il sole e non sui prodotti commerciali utilizzati, per i quali infatti non è stato disposto il sequestro. Tre gli indagati: il venditore ambulante e i rappresentanti legali di due aziende fornitrici degli ingredienti utilizzati nella preparazione del cibo sospetto. I reati ipotizzati includono omicidio colposo, lesioni colpose e commercio di sostanze alimentari pericolose per la salute pubblica. Le indagini, ancora in fase iniziale, proseguiranno con ulteriori analisi tecniche e biologiche, in collaborazione con i Nas e i servizi sanitari territoriali competenti.

L'autorità giudiziaria sottolinea che saranno necessarie verifiche approfondite per accertare le responsabilità effettive. Al vaglio anche le posizioni dei medici della clinica di Belvedere Marittimo dove Di Sarno si era recato per i malori accusati. Da verificare, infatti, se i sintomi del botulino siano stati valutati adeguatamente dai sanitari, cosa che avrebbe dovuto far scattare l'apposito protocollo sanitario che prevede il ricovero e l'iniezione di uno specifico antidoto. Sul corpo dell'uomo, morto in autostrada all'altezza di Lagonegro mentre stava facendo rientro a casa, è stata disposta l'autopsia, mentre proseguono le indagini dei Nas e dell'Asp sugli alimenti e sul furgoncino, tutti sotto sequestro.

Una dozzina, in totale, i pazienti ricoverati per l'intossicazione. Tra questi due 17enni di Roma, di cui uno grave e intubato in rianimazione. Tutti i pazienti sentiti hanno confermato di aver mangiato lo stesso tipo di alimento acquistato dall'ambulante sul lungomare, e cioè un panino con salsiccia e broccoli.

Vittima anche in Sardegna

Sempre per le complicazioni di un'intossicazione da botulino è morta in ospedale una 38enne in Sardegna. La donna, Roberta Pitzalis, aveva mangiato guacamole in un chiosco alla Fiesta Latina di Monserrato, nell'hinterland di Cagliari. Per l'intossicazione da cibo al chiosco etnico sono finite in ospedale otto persone a fine luglio, tra cui un bambino di 11 anni è grave al Gemelli di Roma.

Per i cluster in Sardegna e Calabria il Ministero della Salute attivato tutti i protocolli sanitari. «Il sistema di intervento ha reagito prontamente garantendo ai pazienti l'accesso tempestivo ai trattamenti antidotici salvavita - ha dichiara Maria Rosaria Campitiello, Capo dipartimento della prevenzione. Ricordo che gli alimenti a rischio di tossina botulinica sono le conserve casalinghe preparate sottovuoto, in olio o acqua e, raramente, si tratta di prodotti industriali. Ecco perché è importante rispettare le regole previste per la corretta e sicura preparazione e conservazione degli alimenti», ha aggiunto.

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