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Allarme botulino negli alimenti, due morti e decine di ricoveri: sequestrati broccoli in tutta Italia – I sintomi


	Allarme botulino in tutta Italia
Allarme botulino in tutta Italia

Un uomo di 52 anni deceduto dopo aver acquistato un panino a una bancarella, una 38enne ha perso la vita in seguito a un pasto consumato in una festa di paese

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A seguito di un grave caso di intossicazione alimentare verificatosi a Diamante, in provincia di Cosenza, la Procura della Repubblica di Paola ha disposto il sequestro su tutto il territorio nazionale di un prodotto alimentare sospetto, con ogni probabilità broccoli. Secondo fonti investigative, si tratterebbe con ogni probabilità di broccoli conservati, finiti al centro dell’indagine dopo che un turista campano è deceduto e altre nove persone sono state ricoverate in ospedale.

La vittima e i primi sintomi

La vittima è Luigi Di Sarno, 52 anni, residente a Cercola, in provincia di Napoli. L’uomo avrebbe consumato un panino con salsiccia e broccoli acquistato da un venditore ambulante sul lungomare di Diamante. Poco dopo aver accusato i primi sintomi compatibili con un’intossicazione da botulino, ha deciso di far rientro in Campania. Il suo stato di salute si è rapidamente aggravato lungo il tragitto e Di Sarno è deceduto in autostrada, nei pressi di Lagonegro (Potenza), nonostante l’intervento del 118 e l’invio di un’eliambulanza.

Le indagini e gli indagati

La Procura, guidata dal procuratore Domenico Fiordalisi, ha aperto un fascicolo per morte come conseguenza di altro reato e commercializzazione di alimenti nocivi. Due persone, titolari dell’attività ambulante presso cui sarebbe stato acquistato il panino, risultano indagate. Il camioncino è stato sequestrato per consentire ulteriori accertamenti. Le indagini, affidate ai Carabinieri del NAS e all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, mirano a chiarire se la contaminazione sia avvenuta durante la produzione, nel confezionamento o nella fase di vendita.

Accertamenti medici e autopsia

È stata inoltre disposta l’autopsia sul corpo della vittima, che sarà eseguita presso l’Istituto di Medicina Legale di Catanzaro. Parallelamente, i magistrati intendono verificare eventuali responsabilità sanitarie. Di Sarno si era rivolto a una clinica privata a Belvedere Marittimo, dove gli sarebbe stato suggerito di cercare assistenza in una struttura più attrezzata. Ha quindi deciso di intraprendere il viaggio di ritorno, che si è rivelato fatale.

Le condizioni degli altri pazienti

Attualmente, sono nove le persone ricoverate all’ospedale di Cosenza in seguito al medesimo episodio. Sette si trovano in terapia intensiva, un ragazzino è in reparto pediatrico e un altro paziente è monitorato al Pronto Soccorso. Cinque di loro hanno ricevuto il siero antitossina botulinica, giunto d’urgenza da Taranto e Roma tramite la Scorta Strategica Nazionale Antidoti. Altre dosi sono pronte per eventuali necessità.

L’intervento del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute ha fatto sapere di aver attivato immediatamente tutti i protocolli d’emergenza previsti in casi di intossicazione da botulino. L’episodio di Diamante segue un altro focolaio simile avvenuto di recente in Sardegna. «Il sistema ha reagito con tempestività – ha dichiarato Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento della Prevenzione – garantendo accesso rapido ai trattamenti salvavita grazie alla rete nazionale SNAF e alla collaborazione tra enti».

La vittima in Sardegna

Vittima del botulino anche la 38enne Roberta Pitzalis, deceduta giovedì 7 agosto in Sardegna dopo aver consmato tacos messicani con Guacamole alla Fiesta Latina di Monserrato, a fine luglio. Qui sono otto le persone intossicate, tra le quali un bimbo di 11 anni trasferito al Gemelli di Roma in gravi condizioni.

Botulino: sintomi e rischi

Il botulino è una tossina altamente pericolosa, che può causare sintomi tra le 6 ore e i 15 giorni dopo il consumo dell’alimento contaminato. I segnali includono difficoltà visive, secchezza delle fauci, problemi nella deglutizione, nell’articolazione della parola e nella respirazione. Se riconosciuto e trattato in tempo, l’avvelenamento è completamente reversibile, ma può richiedere un recupero lungo, anche di diversi mesi.

Appello alla prudenza

«Ricordo che il rischio maggiore è legato soprattutto alle conserve alimentari fatte in casa – ha aggiunto Campitiello –. I prodotti industriali sono raramente coinvolti. È quindi fondamentale seguire rigorosamente le linee guida sulla conservazione sicura degli alimenti». Intanto, le autorità sanitarie non escludono che possano emergere nuovi casi nei prossimi giorni, e invitano alla massima attenzione.

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