Il Tirreno

Grosseto

Il caso

Cane ucciso con una fucilata: era entrato in un orto privato

di Elisabetta Giorgi e Sara Venchiarutti
La zona
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Grosseto, lo sparo in una zona di campagna vicino all’aeroporto: indagini in corso

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GROSSETO. Ha imbracciato un’arma da fuoco e ha sparato a un cane entrato nella sua proprietà, uccidendolo. È successo nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio, intorno alle 17, nelle campagne alle porte di Grosseto, quasi di fronte all’ingresso dell’aeroporto lungo la strada Castiglionese.

Sul posto è intervenuta la polizia municipale di Grosseto. Le indagini di polizia giudiziaria sono in corso per accertare l’esatta dinamica e le eventuali responsabilità.

La zona è rurale. Vi si arriva passando da una stradina sterrata che si apre sulla Castiglionese e che, soprattutto nei giorni di maltempo, diventa difficilmente praticabile per via di buche, pozzanghere e fango. Questa piccola arteria porta a una serie di proprietà private e case di campagna immerse nel verde, tra recinzioni e terreni agricoli. È qui che due giorni fa si consuma l’episodio.

Secondo quanto ricostruito finora, tutto avrebbe avuto origine in una sorta di orto poco distante, dove vive il proprietario di due cani di mezza taglia, tipo sharpei. Animali che, stando alle prime informazioni raccolte, erano abituati a muoversi con una certa libertà, allontanandosi spesso dal loro terreno e girovagando nella zona circostante. Una consuetudine che non sarebbe stata episodica, anzi piuttosto frequente. Successa anche stavolta.

Giovedì pomeriggio i due cani escono dall’orto e si incamminano lungo la strada sterrata di Barbanella vecchia che costeggia il fosso Beveraggio, un’arteria di proprietà demaniale data in concessione al Comune. I due quattrozampe percorrono insieme un tratto abbastanza lungo, fino a raggiungere un ponticello che sulla destra consente di attraversare il fosso e passare sull’altra sponda. Da lì “tagliano” verso l’interno, abbandonando il rettilineo sterrato e dirigendosi verso terreni e proprietà private. In zona, la presenza dei due cani non sarebbe stata una novità.

Gli animali, descritti come non aggressivi nonostante l’aspetto un po’ austero, sarebbero già stati visti altre volte aggirarsi tra terreni e campi altrui; talvolta ben tollerati perché sostanzialmente innocui, talvolta accolti con più fastidio o paura da chi se li ritrovava improvvisamente in cortile, per il timore di danni o per la sicurezza dei loro animali.

Una volta entrati nella proprietà dove si è consumato il fatto, i due cani si sarebbero avvicinati al recinto delle galline. Non sappiamo se abbiano effettivamente ferito o ucciso alcuni animali o se abbiano causato danni, certo è che la situazione sarebbe rapidamente degenerata.

Il proprietario dell’orto avrebbe esploso un paio di colpi a terra e in aria con l’intento di spaventare e allontanare i cani. Poi però avrebbe anche sparato contro uno dei due colpendolo a morte. Saranno ora le indagini a stabilire nel dettaglio cosa sia accaduto di preciso. Al momento emergono alcuni elementi: la mancata custodia dei cani, evidentemente lasciati liberi di entrare in proprietà private. E soprattutto la morte di uno di questi cani, ucciso da un colpo d’arma da fuoco, una reazione violenta che certamente dovrà essere valutata sotto il profilo penale. 

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