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Affitti impossibili

Follonica, l'odissea di Patrizia in cerca di una casa in affitto: «Da un anno siamo ospiti da un’amica»

di Sara Venchiarutti

	Una veduta di Follonica 
Una veduta di Follonica 

La testimonianza della donna, 56 anni, che racconta la sua ricerca disperata di un appartamento: «Ogni volta che chiamo per una locazione lunga mi dicono che è già stata presa; poi i prezzi sono altissimi, sui 700 euro»

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FOLLONICA. Decine e decine di telefonate fatte in circa un anno di ricerca, eppure di una casa in affitto neppure l’ombra. Anzi, qualche flebile speranza c’è stata quando appariva un annuncio di un appartamento con un contratto di locazione lungo, residenziale. Speranza che però durava poco. Ci pensava la chiamata al proprietario o all’agenzia immobiliare a spegnere qualsiasi luce: “No, signora, ci dispiace, siamo sommersi di richieste e purtroppo l’abbiamo già dato in locazione”.

Un altro “no”, uno dei tanti collezionati da Patrizia Bruno, follonichese di 56 anni, nella sua disperata ricerca di un appartamento a Follonica. «Per chi ha bisogno di un affitto lungo la situazione è tragica: non ce ne sono», dice con tanto sconforto.

Però a lei una casa serve. E al più presto. «Prima – spiega Bruno – ero nell’abitazione del mio babbo, ma poi è stata venduta. Da quel momento, circa un anno fa, ho iniziato a cercare casa a Follonica insieme a mio marito, ma non l’ho trovata». Da allora, spiega Bruno, «sono ospite di una mia amica, che ci ha dato uno spazio dove stare: una stanza, cucina e bagno». Non una soluzione a lungo termine, certo, ma almeno «non siamo in mezzo a una strada, come altrimenti sarebbe successo», sottolinea Bruno.

A questo s’è aggiunto pure un altro problema: «Al momento – prosegue Bruno – ho la residenza ancora nella casa vecchia perché non ho un indirizzo nuovo da inserire. Senza residenza, poi, non mi arriva nemmeno la posta. Non posso ovviamente mettere l’indirizzo della mia amica. Ad aprile, però, dovrò rinnovarla». E lì si presenterà in tutta la sua urgenza la domanda che già attanaglia Bruno tutti i giorni: «Dove andrò a stare? Una casa da affittare ancora non l’ho trovata». Il punto è che «trovo solo contratti brevi, da maggio a settembre. E a prezzi folli. Ma non sono una villeggiante, sono di Follonica e ci vorrei abitare come residente. Ho sempre vissuto qui».

La ricerca mica si è limitata alla città del Golfo. «Ho provato a cercare anche verso Scarlino Scalo, ma – conferma Bruno – non ho lo stesso trovato nulla». L’offerta per le locazioni residenziali è ai minimi, mentre la domanda è molto maggiore. Senza dimenticarsi dei prezzi, per l’appunto. «In genere – ammette la cittadina – sono troppo alti. Io ho un impiego stagionale, mio marito lavora come operaio, ma un canone da 700 euro non ce lo possiamo permettere». Quella però è la cifra con cui gli alloggi vengono affitti. Mai di meno, sui 400-500 euro. «Per noi queste sarebbero cifre più abbordabili». Senza contare che all’affitto ci vanno aggiunte – a parte, ovvio – le spese condominiali, le utenze. Ma comunque si parla quasi del nulla, «visto che le case – sottolinea Bruno – proprio non si trovano, non ce ne sono per gli affitti residenziali, nemmeno a 700 euro al mese».

Così la 56enne si è rivolta al Comune e ha anche partecipato al bando per l’assegnazione delle case popolari, l’anno scorso. È quindi in graduatoria, ma ad ora non è stata chiamata, nemmeno per l’emergenza abitativa. «Sono andata più volte in Comune a chiedere se ci fosse una soluzione, ma ancora nulla. Non hanno niente. Ma allora – si chiede – che cosa devo fare? Ad aprile rischio di restare senza un tetto sopra la testa. Siamo disperati, totalmente. Ad aprile andrò a dormire in Comune: vado lì e non mi muovo. Per andare dove? Un’alternativa non ce l’ho».

Perciò Bruno lancia un appello a chi affitta casa. «Se qualcuno dovesse avere, siamo disposti anche a pagare un canone nel mercato privato, ma che non sia così costoso». L’alternativa? «Sennò mi devono dare una casa d’emergenza, non importa com’è, anche condivisa con altre persone, a me va bene. Piuttosto che la strada, va bene tutto». E Bruno si chiede ancora: più di cercare casa, più di chiedere aiuto agli enti preposti, «che dobbiamo fare ancora di più?»

Dall’amministrazione comunale confermano che la richiesta è in carico al Comune, come molte altre, ma al momento non ci sono alloggi disponibili in grado di rispondere alle esigenze del nucleo famigliare, pur avendo fatto tutto il possibile.

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