Influenza, crescono i contagi: «Ricadute e lunghi strascichi». Boom di medicinali: “l’identikit” della variante K
A Grosseto il numero di ammalati è più alto rispetto all’anno scorso: «Picco giunto in anticipo». La Società italiana della medicina generale: «Il vaccino limita i sintomi»
GROSSETO. Non sono molti i fortunati che, mentre qualcuno parla dell’influenza, possono concedersi il lusso di dire “io non l’ho ancora avuta” e quindi non associano alle parole esperienze vissute sulla propria pelle come giornate a letto con febbre alta, naso gocciolante e tosse. Stavolta il malanno stagionale per eccellenza ha colpito migliaia di grossetani – come in tutta Italia – e ha “collezionato” «un numero più alto di casi rispetto all’anno scorso», spiega Andrea Salvetti, segretario regionale della Simg, la Società italiana della medicina generale e delle cure primarie. Non solo. «Il picco, come ci aspettavamo – sottolinea Salvetti – è arrivato anche in anticipo se lo si confronta con gli inverni precedenti», rovinando così le feste di Natale e di Capodanno a non poche persone.
Variante e vaccino
Una buona parte della “colpa” va attribuita alla nuova variante K, che «ha inciso maggiormente nel nostro territorio anche perché il vaccino, predisposto – come sempre – sulla base delle informazioni arrivate dal polo australe e seppur fondamentale, l’ha solo parzialmente coperta», spiega Salvetti. In altre parole, «questa – aggiunge il dottore – è una variante verso la quale il vaccino non si è dimostrato efficace come ci potevamo aspettare, e ne terremo conto». Non va nemmeno dimenticato «il covid, che sta colpendo sia il nostro territorio, sia a livello nazionale. Anche questo si va a sovrapporre con la sintomatologia similinfluenzale e a pagarne il prezzo – spiega Salvetti – sono le persone più fragili, con terapie concomitanti che abbassano il sistema immunitario».
Lunghi strascichi
Attenzione, però: il vaccino è stato comunque fondamentale per attenuare i sintomi, soprattutto nei soggetti più a rischio. «A ci è stato vaccinato – sottolinea Salvetti – l’influenza può avere causato malessere, astenia, disappetenza, ma non i picchi febbrili che invece abbiamo visto nelle persone che non si sono vaccinate. E questa è una differenza sostanziale». Purtroppo, però, «l’influenza – dice Salvetti – ha lasciato e lascerà in chi non è stato ancora colpito un periodo di astenia, malessere generalizzato e stanchezza che si può protrarre anche per 15 giorni: mettiamolo in gioco senza paure ingiustificate, fa parte dell’iter normale».
La “ricetta” influenzale
In pratica la “ricetta” influenzale di quest’anno si compone di un aumento di casi, strascichi più lunghi e un arrivo anticipato rispetto al solito, che dovrebbe collocarsi nella seconda quindicina di gennaio. Un altro elemento che può avere influito sull’aumento dei malati – «ma è un’ipotesi», tiene a precisare Salvetti – è che il picco sia arrivato «in corrispondenza del Natale, in un momento in cui le scuole erano ancora aperte, favorendo la propagazione del virus stesso anche nelle famiglie».
I più colpiti
Dai primi dati a disposizione, infatti, i più colpiti quest’anno dall’influenza «sono soprattutto bambini. Bisognerà vedere – aggiunge il medico – quanta vaccinazione è stata fatta in età pediatrica. Tante volte sottovalutiamo la portata dell’influenza dai bambini anche rispetto all’intero nucleo familiare, dove coesistono persone anziane, con poli patologie».
I sintomi
L’altra particolarità di quest’anno riguarda i sintomi, che molti già riconosceranno: la variante K è caratterizzata «da due picchi febbrili, un primo – spiega Salvetti – con temperatura molto alta, anche sui 39-40 gradi; segue un periodo di remissione e successivamente arriva una ripresa dei sintomi, con febbre ugualmente alta ma anche mal di gola, tosse secca stizzosa. È questa che poi si protrae per parecchio tempo». Non si tratta quindi di due virus diversi, come si potrebbe pensare.
I consigli
Ma come fare per guarire al meglio? Anche in questo periodo di libagioni, «è fondamentale – invita Salvetti – l’idratazione, soprattutto per i bambini (spesso la sua carenza è la principale fonte di stanchezza sia durante l’influenza, sia nei postumi), e mangiare frutta e verdura, gli alimenti principali per combattere le forme di spossatezza». Quando poi la stagionalità lo permette, «raccomandiamo di fare anche ampie passeggiate all’aria aperta, una volta passata l’influenza. E di areare abbondantemente le proprie case». Da evitare, invece, «il sovraccarico di attività sportive in palestra», magari per smaltire le conseguenze delle esagerazioni dei giorni precedenti.
In farmacia
E mentre i medici di medicina generale sono alle prese con i pazienti, nelle farmacie grossetane il picco influenzale si è tradotto in una maggiore richiesta di farmaci sintomatici per l’influenza, come paracetamolo e antinfiammatori. Incremento che «abbiamo osservato negli ultimi giorni, già da prima di Natale», conferma Iacopo Zanardi, presidente dell’Ordine dei farmacisti di Grosseto. «Si tratta – sottolinea Zanardi – di un andamento coerente con il picco stagionale delle sindromi influenzali e parainfluenzali. Non si registrano, al momento, problemi di approvvigionamento di tali prodotti. I farmacisti restano, sempre, un punto di riferimento per l’orientamento corretto dei cittadini nell’uso dei medicinali, specialmente in questi giorni di festa in cui molti studi medici sono chiusi».
Oltre a chiedere le medicine, tanti cittadini “vittime” dell’influenza sono andati in farmacia anche alla ricerca di consigli «quando si trovano all’inizio della patologia e non ci sono complicazioni», conferma Cecilia Severi, titolare dell’omonima farmacia Severi. «In questo periodo – spiega – hanno bisogno di risolvere i problemi legati all’influenza come raffreddore, febbre, malessere, ma anche sintomi intestinali come nausea e diarrea». L’afflusso maggiore ha caratterizzato un po’ tutto dicembre, soprattutto, aggiunge Severi, «i giorni prima di Natale; rispetto all’anno scorso c’è stata più patologia, anche perché il vaccino non ha coperto perfettamente come l’anno scorso, e quindi più persone che sono venute da noi».
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