Morto a 29 anni a Grosseto, l’appello per il funerale: «Scrivete su un foglio un ricordo piacevole»
I familiari chiedono di condividere «episodi belli legati a Michele: per noi sarà un dono»
GROSSETO. Saranno celebrati domani (8 aprile) alle 15,30 nella chiesa del Santissimo Crocifisso in via Spartaco Lavagnini i funerali di Michele Brogi, il 29enne morto nella notte tra giovedì e venerdì all’ospedale delle Scotte di Siena per il rigetto del cuore che gli era stato trapiantato nove anni fa proprio nel nosocomio senese.
Per chi vuole sarà possibile salutare Michele da oggi pomeriggio all’obitorio di Grosseto. Lo fa sapere Mauro Tarsi, il marito della madre di Brogi, Francesca, venuta a mancare anche lei per la stessa patologia. Michele per lui era come un figlio.
«Durante la celebrazione per Michele – dice Tarsi – ci farebbe piacere provare a ricordarlo con il sorriso e condividere tra di noi ricordi legati a lui. Per questo chiediamo, a chi avesse piacere, di scrivere su un foglio, anche in forma anonima, un ricordo piacevole, bello, divertente o particolare che lo riguarda o semplicemente un pensiero. Portare con sé il foglio e poi lasciarlo in un’apposita scatola che sarà allestita sia all’obitorio sia al funerale. Chi non potrà esserci, se vorrà, potrà comunque scrivere il suo ricordo e mandarlo ad un membro della famiglia. Grazie a chi vorrà farci questo “dono”. Preferiremmo non ricevere fiori, ma se avete piacere potete fare una donazione all’associazione Aicarm per sostenere le persone affette dalla stessa patologia di Michele e Francesca. Vi chiediamo gentilmente di condividere questo post così che il messaggio possa arrivare a più persone possibili. Grazie», chiude commosso Mauro Tarsi.
Nel 2014 Michele si era sentito male e gli è stata diagnostica una cardiopatia dilatativa, stessa patologia che aveva portato alla morte sua madre nel giro di tre mesi. «Per due anni – ha spiegato Mauro al Tirreno – Michele è riuscito ad andare avanti, poi è stato necessario il trapianto. In questi dieci anni ha vissuto con la spada di Damocle che questo cuore sarebbe andato in calando e questo lo terrorizzava. Per me era come un figlio».
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