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Caccia aperta ai Mufloni del Giglio, gli ambientalisti alla Regione: «Fermatevi o vi denunciamo»

Caccia aperta ai Mufloni del Giglio, gli ambientalisti alla Regione: «Fermatevi o vi denunciamo»

Cacciatori in azione sull’isola. Le associazioni: «In corso uno sterminio, i mufloni sono lì per salvaguardarne la purezza»

29 novembre 2023
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ISOLA DEL GIGLIO. «In questi giorni è in corso lo sterminio dei pochi mufloni rimasti sull'Isola del Giglio, dove cacciatori di selezione stanno sparando ad animali adulti, piccoli e anziani, a seguito di una delibera della Regione Toscana». Lo denunciano le associazioni Lndc Animal Protection, Vitadacani odv e Caart-Coordinamento Associazioni Ambientaliste della regione Toscana che diffidano la Regione Toscana dal proseguire con la caccia al muflone.

«La delibera regionale, emessa nel mese di agosto, appare violare gli accordi presi tra l'Ente Parco Arcipelago Toscano (Pnat) e le associazioni animaliste, che prevedeva la sospensione degli abbattimenti del muflone a favore della sua traslocazione in vari rifugi in Italia - dichiara Piera Rosati, Presidente di Lndc Animal Protection - Inoltre, la delibera ignora le recenti scoperte scientifiche riguardo l'unicità genetica del muflone del Giglio ed il suo valore inestimabile per la biodiversità''. ''Precedentemente il Pnat, in violazione dei regolamenti ministeriali e comunitari, aveva classificato il muflone del Giglio come 'specie alloctona invasiva' senza fornire alcuna prova scientifica ed esagerando ampiamente i danni economici - prosegue Sara d'Angelo, presidente di Vitadacani odv e portavoce della Rete dei Santuari di Animali Liberi - Su tale base, il Pnat aveva presentato un progetto all'Ue, di cui la Regione Toscana ne è formalmente un partner, accedendo a dei finanziamenti pari a 1.6 milioni di euro, di cui circa 400.000 euro destinati esclusivamente all'eradicazione dei 40 mufloni stimati vivere sull'isola».

«Inizialmente - spiegano gli animalisti - il progetto, LetsGo Giglio: less alien species in the Tuscan Archipelago: new actions to protect Giglio Island habitats, prevedeva l'eradicazione del muflone tramite l'abbattimento ma, a seguito di una serie di denunce, e tramite un accordo stipulato con le associazioni animaliste, il Pnat ha acconsentito a sospendere gli abbattimenti e di traslocare i mufloni dell'isola in vari rifugi in Italia. Nonostante la Regione Toscana sia formalmente un partner del progetto ha emesso nell'estate 2022 e nell'agosto 2023 due delibere che hanno consentito di cacciare il muflone sul Giglio, in totale violazione degli accordi presi tra il Parco e le associazioni». 

«Va precisato - spiegano ancora gli animalisti - che il muflone, antenato della pecora domestica, fu introdotto sull'isola del Giglio negli anni '50 del secolo scorso tramite un progetto di salvaguardia della specie. Il progetto identificò gli individui più puri in Europa che furono portati al Giglio per preservarne il patrimonio genetico visto che altrove, come ad esempio in Sardegna, Corsica e Cipro, dove il muflone è specie protetta, era stato compromesso dall'accoppiamento tra mufloni e pecore domestiche».

Lndc Animal Protection, Vitadacani odv e Caart chiedono al presidente della Regione Toscana e al ministro dell'Ambiente di sospendere con effetto immediato la caccia al muflone al Giglio. «Qualunque alterazione del numero di mufloni presenti al Giglio rappresenta un impoverimento ed una perdita di risorse genetiche che non solo danneggiano la biodiversità, e quindi minano gli obiettivi comunitari della Direttiva Habitat e della Strategia per la Biodiversità 2030, recentemente sottoscritta dal governo italiano, ma rappresenta un vero e proprio disastro ambientale che denunceremo per vie legali», concludono le Associazioni.

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