Careggi, raid negli spogliatoi: allarme furti alla Piastra. E ora le dipendenti hanno paura
Preoccupazione per gli accessi con badge nell’area che si trova nel seminterrato sotto gli ambulatori. La Cgil: «Ennesimo episodio, continue incursioni di esterni, la direzione installi la videosorveglianza»
FIRENZE. Gli sportelli piegati, alcuni divelti. Le serrature saltate. Dentro, gli armadietti svuotati: spariti vestiti, scarpe, oggetti personali. Anche cose minime, lasciate a fine turno. È tutto quel che resta dell’ultima incursione negli spogliatoi della Piastra di Careggi, sabato mattina, nel seminterrato sotto l’area degli ambulatori.
Chi è entrato ha agito senza trovare ostacoli evidenti. Eppure l’accesso alle singole sezioni degli spogliatoi è regolato dal badge aziendale. Le lavoratrici, in gran parte donne, indicano da tempo una criticità: i badge maschili consentirebbero l’ingresso anche negli spogliatoi femminili. Un’anomalia che diventa un punto debole. Alcuni dipendenti spiegano che un esterno può arrivare fino al corridoio, ma non dovrebbe oltrepassare le porte interne. Il passaggio, quindi, avverrebbe sfruttando l’apertura da parte del personale.
«Non sappiamo chi si introduca nei seminterrati della Piastra. Certo, questa è l’ennesima incursione. Dopo le aggressioni e altri episodi di furti l’azienda deve ascoltarci», dice Michele Tortorelli, delegato della Fp Cgil di Careggi. «Chiediamo di rinforzare il presidio delle guardie giurate e l’installazione di un sistema di videosorveglianza, almeno nei corridoi di accesso. Le telecamere possono fare anche da deterrente».
L’episodio di sabato si inserisce in una sequenza recente. Il 14 febbraio, sempre alla Piastra, una tecnica di laboratorio era stata avvicinata da un uomo che aveva tentato di farsi consegnare denaro. La lavoratrice era riuscita a rifugiarsi in un’area protetta, dando l’allarme. Pochi giorni prima, il 6 febbraio, la Fp Cgil aveva scritto alla direzione segnalando presenze sospette negli spogliatoi e armadietti forzati nelle adiacenze del laboratorio generale. Nella nota si parlava di accessi non autorizzati, di un furto già accertato e di un rischio concreto per il personale impegnato in attività h24. E il sindacato chiedeva un aumento dei controlli e della vigilanza nelle aree sensibili, una presenza più efficace nei pressi di spogliatoi e laboratori, verifica puntuale delle modalità di accesso agli spogliatoi. «La possibile intrusione di soggetti estranei e potenzialmente malintenzionati in tali aree rappresenta pertanto un grave e inaccettabile rischio per la sicurezza e l’incolumità degli operatori oltre a configurare una evidente carenza delle misure di vigilanza e di tutela previste a garanzia delle lavoratrici e dei lavoratori», scriveva Michele Tortorelli, che oggi torna a lanciare lo stesso appello per il padiglione della Piastra.
«Non credo ci sia la complicità di qualcuno. Da mesi ci sono persone che orbitano intorno all’area di Careggi, disperati che vivono di espedienti e spesso entrano in ospedale. Non è difficile immaginare che attendano il passaggio di un dipendente per infilarsi nei reparti», prosegue Tortorelli. «È una situazione allarmante, soprattutto la notte. Nei laboratori della genetica medica lavorano biologhe e tecniche anche da sole e ormai, per sentirsi sicure, si chiudono a chiave nelle stanze. Serve un intervento urgente».
Le foto degli armadietti danneggiati restano il punto di partenza. Attorno, un’area che dovrebbe essere protetta e che invece negli ultimi mesi ha visto intrusioni, furti e un’aggressione. Le dipendenti e i dipendenti del policlinico chiedono controlli più stretti e perfino una revisione del sistema di accesso.
