Il Tirreno

Firenze

La tragedia

Muore a 48 anni in vacanza con la compagna: chi era Alessio Rapezzi, fiorentino dirigente nel calcio giovanile

di Valentina Tisi

	Alessio Rapezzi
Alessio Rapezzi

Il ricordo di un amico: «Ci siamo sentiti la mattina per darci il buongiorno, è successo tutto all’improvviso»

20 febbraio 2024
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CAMPI BISENZIO. Era in vacanza con la compagna a Sharm el-Sheik, poi un malore improvviso, e la vita di Alessio Rapezzi martedì 20 febbraio è stata spezzata così, da un momento all’altro. C’è grande dolore tra gli amici del 48enne campigiano, tutti sono sotto choc per la notizia.

La passione per il calcio

Appassionato di calcio, grande tifoso della Fiorentina, legatissimo alla figlia e sempre pronto ad aiutare gli altri: è così che chi lo ha conosciuto lo descrive. «Viveva per il calcio e per gli amici» lo ricordano i compagni di sempre. Ha la voce spezzata dal pianto Lapo Lastrucci, amico fraterno con cui Alessio aveva parlato proprio poco prima di morire: «È stato totalmente inaspettato, non aveva niente – racconta –. Ci eravamo sentiti la mattina per darci il buongiorno. Faceva sempre così, anche se era in vacanza ci mandava video e foto, ci sentivamo tutti i giorni. Poi la notizia ci è arrivata tra capo e collo. Siamo distrutti».

Il ricordo degli amici

A Campi era arrivato da ragazzino, ma da subito si era inserito nella comunità, tanto che ormai chiunque lo considerava un campigiano doc. Nella sua storica compagnia sono tutti affranti, difficile accettare questa perdita così improvvisa e inspiegabile. C’è tanta commozione e tristezza, per gli amici è un po’ come aver perso una parte di loro stessi: «Per noi era un fratello – prosegue Lapo – sempre generoso, buono, sempre a disposizione e pronto a farsi in quattro per gli amici. E poi voleva davvero un gran bene alla figlia, erano legatissimi». L’altro grande amore di Alessio Rapezzi era il pallone, lo sport lo accompagnava praticamente da sempre, prima come giocatore e poi cercando di trasmettere questo amore ai più giovani: «Aveva una grande passione per il calcio ed era tifosissimo della Fiorentina – dice ancora l’amico – andavamo sempre insieme allo stadio. Era il direttore sportivo del settore giovanile del Signa e prima era stato allenatore del San Lorenzo».  

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