A Palermo cade un ottimo Empoli
Gli azzurri brillano al Barbera ma alla fine devono arrendersi a Pohjanpalo e Joronen. Non bastano i gol di Guarino e Ebuhei ma la retta via sembra ritrovata
EMPOLI. Un autogol sfortunato, qualche errore, gli episodi e il solito Pohjanpalo. A Palermo finisce come (forse) era previsto e (sicuramente) prevedibile: vincono i rosanero di Pippo Inzaghi, cade l’Empoli.
Ma, attenzione, questa non è le semplice cronaca di una sconfitta annunciata. Già, perché dietro al risultato c’è una prova importante, degli azzurri, una delle migliori di questa stagione finora segnata da più ombre che luci. Che non porta punti in dote, vero, ma tante note positive. Perché stavolta l’Empoli (col lutto al braccio per l’ex addetto stampa Michele Haimovici) ha il sangue nelle vene, ci mette grinta e non esce mai dal match. Non è poco, considerata anche la caratura della rivale e che queste doti non sempre si erano viste. Non solo. Il tecnico Dionisi, ora, sembra aver trovato la quadratura del cerchio anche in mezzo. L’innesto di Magnino, infatti, è positivo (come sperato) perché con Degli Innocenti e Ghion forma un terzetto che nel 3-5-2 indossato al Barbera è incoraggiante, affascinante. Quello sconfitto a Palermo, insomma, è un buon Empoli. Che, si spera, potrebbe aver finalmente trovato la strada maestra, la retta via.
Lo dimostra il primo tempo. Che gli azzurri giocano bene, assai meglio dei rosanero. Passano già al 5’ con Guarino, che colpisce in mischia sugli sviluppi di un corner, ma sfiorano pure il bis al 18’ (con Nasti) e al 19’ (con Ghion) sbattendo sempre su Joronen. Al 24’, poi, il primo dei tanti episodi che alla fine condannano Lovato e soci: cross di Le Douaron dalla propria corsia di sinistra, Gyasi devia in spaccata con la palla che sbatte sul palo e poi carambola sulla schiena dell’incolpevole Fulignati per terminare in rete. Un brutto colpo, che l’Empoli però assorbe e riparte con idee, coraggio, personalità. L’1-1 del riposo, insomma, va strettissimo.
La ripresa inizia con Magnani per Ceccaroni ma dopo una colpo di testa di Peda (3’) che danza tra traversa e riga (dopo un’altra deviazione della schiena di Fulignati) è il secondo cambio di Inzaghi a incidere sul match: Johnsen, non a caso pagato a caro prezzo dai siciliani, per Gyasi. Proprio il neo-entrato, infatti, innesca l’azione del sorpasso con Pohjanpalo che (al 12’) s’avventa su un cross di Augello corretto di testa da Le Douaron e firma il 2-1. Che ancora non abbatte l’Empoli, dove ora c’è Fila al posto di Nasti, visto che Degli Innocenti impegna Joronen al 14’ e al 27’ è Ebuhei (da poco dentro per Candela con Ceesay che sull’altra fascia rileva Candela) a firmare il 2-2. Il Palermo chiede un rigore (che non c’è) al 30’ per un tocco sospetto dello stesso Ebuhei, ma lo ottiene una manciata di minuti dopo (38’), quando Ceesay colpisce Bani al posto del pallone dopo un malinteso con Magnino e il solito Pohjanpalo firma il tris. Dionisi non ci sta, sgancia subito Ignacchiti (per Degli Innocenti) e Popov (per Shpendi), e neanche l’Empoli che conferma di esserci. Tra gli azzurri e l’ampiamente meritato pari, però, si mette ancora Joronen, non a caso il migliore in campo per distacco, che è monumentale proprio su Ignacchiti al 48’. Un peccato, vero, ma finalmente anche un gran bell’Empoli... l
