Il Tirreno

Empoli

Serie A

Empoli, l'artiglieria di Ché Adams è irresistibile: azzurri beffati da un colpo da maestro

di David Biuzzi
Empoli, l'artiglieria di Ché Adams è irresistibile: azzurri beffati da un colpo da maestro

Il Torino espunga il Castellani con una magia dell'attaccante granata

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Un gol da fantascienza di Adams condanna l’Empoli. Che non fallisce la prova del nove, come l’aveva definita D’Aversa, sotto il profilo della prestazione ma paga a caro prezzo l’emergenza, perché le assenze sono sempre di più e sempre più pesanti, e anche la comprovata incapacità di sfruttare a dovere quanto crea. Non occasioni clamorosissime, stavolta, ma una quantità industriale di palloni scaricati nell’area del Torino tra corner (in doppia cifra) e cross. Niente di salto qualità, insomma, ma anche se perdere così fa male, la consapevolezza di poter arrivare al traguardo della salvezza resta. Se poi la fortuna girerà e dal mercato arriverà qualcosa (che, visti anche gli infortuni, serve) lo striscione potrebbe anche essere tagliato in anticipo.

Al via l’Empoli si presenta con l’abito di sempre, il 3-4-2-1, e i singoli in campo nel trionfo del Bentegodi dopo il grave infortunio di Pelleri (ovvero Colombo in avanti). Vanoli sceglie il 3-5-2 per il Torino e la sorpresa è Karamoh, alla prima da titolare, in attacco. L’avvio è guardingo per entrambe. Gli azzurri senza il loro riferimento in avanti scelgono il movimento (con scambi di posizione annessi) dei tre offensivi cui si aggiunge a Gyasi a prendere i lanci dalla retrovie. I ritmi non sono altissimi, il tasso di attenzione sì. L’Empoli fa qualcosa di più e qualcosa di meglio (al 16’ gol annullato a Ismajli per un precedente fallo di Maleh sul portiere), tanto che allo scoccare del 30’ gli angoli sono 7-0 e Milinkovic-Savic si è dovuto sporcare guanti e maglia su Anjorin (24’) e Colombo (26’). Quando il Toto sembra alle corde, però, mette fuori la testa. In senso letterale visto che Vasquez deve superarsi per dire di no prima all’ex Ricci (32’) e soprattutto poi a Sanabria (36’).

C’è ancora corrida, insomma. I granata cercano subito di aumentare il loro peso offensivo sganciando Vlasic per Gineitis (ora anche gli ospiti sposano il 3-4-2-1) e la ripresa si apre coi tiri di Colombo (fiacco) e Linetty (alto). Lo scambio di colpi prosegue, perché all’8’ è un superbo intervento di Viti a fermare Karamoh in campo aperto e subito dopo Cacace sparacchia male da due passi un pallone recapitato in area da Esposito e conteso da Gyasi ai difensori. Vanoli (al 19’) fa quello che per D’Aversa è una pia illusione: cambia l’attacco con Njie e Che Adams. Ed è quest’ultimo che (al 26’) s’inventa la rete che rompe un equilibrio apparentemente consolidato. Lo fa segnando addirittura da metà campo, dopo un contrasto perso da Maleh e Vasquez già (giustamente) fuori dai pali per bloccare l’eventuale, probabilissima ripartenza. Un’invenzione e un gran gol, insomma. Che lo stesso Adams rischia di bissare pochi secondi dopo e prima che il tecnico di casa provi a rilanciare i suoi con Grassi (per Anjorin) ed Ekonge (per Cacace). Sambia per Colombo, con avanzamento di Gyasi, e Konate per Goglichidze, con cambio modulo, sono le successive mosse. D’altra parte in panca c’è solo il ragazzino Campaniello (classe 2008) e la buona volontà, pur se unita a intenzioni altrettanto positive, stavolta non basta. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Larciano, bambina morta dopo due giorni: la causa del decesso e le parole dell’Asl – Il racconto di tre giorni choc

di Luca Signorini
Speciale Scuola 2030