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Montelupo, aggredita e scippata a 69 anni. Nella borsa i soldi per pagare le bollette

di Sara Venchiarutti
Montelupo, aggredita e scippata a 69 anni. Nella borsa i soldi per pagare le bollette

L’anziana buttata a terra e presa a calci mentre camminava. L’episodio in piena mattina: il racconto della figlia

28 aprile 2024
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MONTELUPO. La signora Alushi, 69 anni appena compiti, sta camminando lungo la via dell’ex manicomio, verso viale Umberto I a Montelupo Fiorentino. Sono circa le 10.30. È vero, piove e al parco lì vicino non ci sono bambini che giocano o famiglie che passeggiano come spesso accade nelle giornate di sole. Però è pur sempre mattina e quella è la strada che la 69enne deve fare per andare da casa sua verso il centro cittadino. Non ci vuole molto.

A un certo punto «si è sentita prendere alle spalle da un giovane che le ha tirato violentemente la borsetta a tracolla, per strappargliela. Mia madre ha cercato di opporre resistenza, ma è stata buttata per terra e poi le hanno dato anche un calcio», racconta Suada Begoviq, figlia dell’anziana aggredita. La borsetta, alla fine, le è stata rubata. In pratica «conteneva tutto: c’erano le chiavi – elenca Begoviq –, il cellulare, il portafoglio. Dentro c'erano 400 euro, i soldi che le servivano per pagare le bollette. Anche per quello mia mamma ha cercato di opporre resistenza, almeno all'inizio».

L’anziana – comprensibilmente scossa – non ha però voluto essere portata in ospedale. «Ho cercato più volte di convincerla, ma ha voluto tornare a casa. Ha dei dolori alla schiena a causa della caduta e del calcio», spiega Begoviq. In quel momento, in quella strada, non passava nessuno. Almeno, così sembra. «Era da sola, ed è rimasta a terra per diversi minuti senza che nessuno la vedesse. Se ci fosse stato qualcuno al parco lì vicino magari l'avrebbero vista, ma non c'era anima viva, anche visto il meteo. Poi – continua il racconto la figlia – appena si è ripresa un attimo, si è alzata ed è andata pian piano a fare la denuncia dai carabinieri. Io ero al lavoro. Appena sono arrivata abbiamo provato a cercare il cellulare nelle vicinanze per vedere se magari, dopo aver preso i soldi, avevano gettato via la borsetta da qualche parte. Niente. Il cellulare squilla, ma non l’abbiamo ritrovato».

Alla fine, nonostante il brutto episodio, «poteva andare anche peggio. Essere aggrediti in questo modo, con questa violenza, in un orario del genere di mattina – dice Begoviq – è grave. Quella strada, la sera è brutta, lo dico sempre a mia mamma di evitarla. Ma di giorno, in piena mattina, non è possibile essere aggrediti in questo modo. Servirebbero maggiori controlli». Sull’episodio indagano i carabinieri.


 

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