Il Tirreno

Versilia

Politica: il caso

Posti di blocco segnalati su Telegram, il centrodestra scarica Salemi: «Comportamenti inaccettabili»

di Luca Pardini

	L’assessore Rodolfo Salemi e la sindaca Sara Grilli (foto d’archivio)
L’assessore Rodolfo Salemi e la sindaca Sara Grilli (foto d’archivio)

Viareggio, dopo il salvataggio in Consiglio la maggioranza si spacca: «Esprimeremo nelle sedi opportune una ferma censura politica nei confronti di quanto avvenuto»

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VIAREGGIO. Il centrodestra ribadisce la piena fiducia a Grilli, ma scarica Salemi. All’indomani del consiglio comunale sul “caso Salemi”, le liste della maggioranza spiegano la loro posizione. Diversamente da altre occasioni, non lo fanno con un’unica nota stampa a nome di tutta la maggioranza, ma ogni gruppo consiliare ha preferito esprimere autonomamente la propria posizione. Mentre non è in discussione la piena fiducia nell’operato della prima cittadina, diversi sono i commenti sul caso che ha coinvolto l’assessore viareggino.

Particolarmente dura, in tal senso, la posizione del centrodestra. «Gli episodi che hanno coinvolto l’assessore Salemi sono gravi e meritano una valutazione politica altrettanto chiara - dicono i quattro consiglieri del Centrodestra Unito - Chi ricopre un incarico pubblico ha il dovere di agire con responsabilità e nel pieno rispetto delle istituzioni. Segnalare la presenza di controlli stradali rappresenta un comportamento che riteniamo inaccettabile e incompatibile con questi principi».

Nel ribadire la vicinanza alle forze dell’ordine e alla polizia locale, «il nostro gruppo consiliare ha deciso di rinnovare con convinzione la piena fiducia alla sindaca Sara Grilli e alla sua guida politica», ma al contempo «di esprimere, nelle sedi opportune, una ferma censura politica nei confronti di quanto avvenuto». Quali siano queste sedi opportune e quali azioni possano eventualmente esserci nei confronti di Salemi non viene specificato.

Nel consiglio di lunedì, intanto, i tre consiglieri del centrodestra presenti (assente il capogruppo Fantoni) hanno espresso voto contrario alla sfiducia come il resto della maggioranza. Questo perché «abbiamo valutato la mozione di sfiducia nei confronti di Salemi strumentale e pretestuosa - spiegano -, finalizzata a trasformare una vicenda individuale in un attacco politico all’intera amministrazione».

Anche da parte di Viareggio Democratica «il giudizio sul comportamento contestato è netto - dicono -. Le istituzioni, la legalità e il lavoro quotidiano delle forze dell’ordine e della polizia locale meritano rispetto e non possono prestarsi ad ambiguità». Altrettanto netto, però, «deve essere il rispetto dei ruoli istituzionali» e per questo motivo Viareggio Democratica ha scelto di «non assecondare il tentativo di utilizzare una mozione consiliare per trasferire sul consiglio comunale una valutazione che attiene innanzitutto al rapporto fiduciario tra sindaca e componente della giunta».

Nessuno accenno al “caso Salemi” nelle note della Lista Blu e Viareggio Insieme. «Un consiglio ricco di atti importanti - dicono i delghingariani - e per questo troviamo inverosimile che praticamente ogni provvedimento assunto dall’amministrazione debba essere successivamente reinterpretato, forzato nel suo significato e rappresentato all’esterno in maniera pretestuosa».

Dalla lista di Sara Grilli, invece, si chiede che «la politica torni a concentrarsi sulle questioni che interessano Viareggio e i suoi cittadini - dicono - Riteniamo che fare leva sull’emotività non contribuisca a un confronto politico serio e costruttivo. Viareggio ha bisogno di risposte concrete, non di un conflitto permanente».

Il voto unanime della maggioranza di lunedì ha certamente messo un punto alla questione. Ma non è detto che il tempo non possa far venire a galla eventuali malumori nascosti dietro al voto contrario di due giorni fa.

Intanto continuano gli attacchi dalle forze di opposizione dopo l’esito del consiglio. «Ci poniamo la domanda se la città abbia colto cosa significhi, al di là delle modalità con cui si è consumata, la decisione assunta dal consiglio», dice l’ex candidato sindaco del Pci, Paolo Annale. «Significa che alcuni comportamenti che mal si addicono all’etica di chi ricopre ruoli istituzionali possono essere derubricati a qualcosa su cui si può transigere bonariamente a seconda dei casi, delle circostanze e delle convenienze politiche».


 

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