«Ci sono posti di blocco, ecco dove»: l'assessore avvisa i cittadini in chat e a Viareggio scoppia la polemica
L’amministratore pubblico ha scritto in un gruppo Telegram frequentato ogni giorno da oltre 5.600 utenti
VIAREGGIO. Le avrà viste, forse, mentre passava sul lungomare, magari tornando a casa. Volanti della polizia di Stato che intorno alle 19,30 di giovedì (27 agosto) erano appostate in serie in punti strategici di Viareggio, una davanti al bagno Teresita in zona Città Giardino e le altre due ai lati nord e sud della centralissima piazza Mazzini. Posti di blocco del commissariato, con agenti intenti a svolgere una vasta operazione di controllo del territorio (che alla fine ha portato anche all’arresto di un uomo), prima nella zona del lungomare e poi anche in piazza Dante, davanti alla stazione ferroviaria. Rodolfo Salemi avrà pensato che si trattasse di normali controlli del traffico. Ha quindi preso il cellulare e, aperto il gruppo Telegram “Anonymus Versilia” (che conta oltre 5mila iscritti) e ha segnalato la posizione delle forze dell’ordine notate in quel momento agli altri utenti connessi. Un avvertimento come tanti altri in quella chat, nata con l’apposita funzione di riportare segnalazioni di posti di controllo sulle strade della Versilia.
Ma se il tentativo di normali cittadini di avvertirsi a vicenda sulla posizione delle forze dell’ordine – per quanto deprecabile perché vanifica di fatto il senso stesso dei controlli e il lavoro degli agenti in servizio – può anche passare sotto silenzio, a fare scalpore è che a partecipare a questo “boicottaggio” via chat sia stato l’attuale assessore a sport, mare e futuro del Comune di Viareggio, che ha con sé anche deleghe di peso come il porto, la nautica, il Demanio, le concessioni, il patrimonio comunale e le politiche giovanili. Un ruolo istituzionale di rilievo a cui non è nuovo, dato che già ha ricoperto l’incarico di assessore allo sport e alla polizia municipale nel corso dell’ultimo mandato di Giorgio Del Ghingaro.
Gli screenshot della conversazione, non a caso, già nella serata di giovedì sono rimbalzati su chat e gruppi connessi alla politica locale viareggina. Provocando l’ovvia indignazione, come già avvenne lo scorso marzo quando sempre Salemi fu protagonista di un’altra vicenda che in città (e non solo: fu riportata da tutti i quotidiani nazionali) scaldò gli animi. L’allora assessore alla municipale fu infatti “pizzicato” dalla stessa polizia locale con l’auto parcheggiata in sosta vietata e con l’assicurazione scaduta, condizioni tali per cui gli agenti non poterono fare altro che sequestrare e far rimuovere il veicolo. In quel caso Salemi – che inizialmente smentì al telefono la notizia – provvide subito (è bene ricordarlo) a regolarizzare il pagamento della polizza assicurativa.
Stavolta, contattato dal Tirreno – che ha provveduto a verificare in precedenza che il numero del contatto che aveva scritto il messaggio sulla chat di Telegram coincidesse con quello dell’assessore allo sport (al netto di eventuali, e non denunciate, clonazioni di contatto) – Rodolfo Salemi ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito alla vicenda. Nessuna risposta o commento è stato rilasciato neppure dall’amministrazione comunale o dalla sindaca Sara Grilli (sebbene il Tirreno abbia provato a contattarla).
Il gruppo Telegram “Anonymus Versilia” conta (a ieri) ben 5.674 membri. Le regole per chi partecipa alla chat, che specifica nella sua descrizione di essere un «gruppo di segnalazioni stradali», appaiono perentorie: «Non si domanda – recita la descrizione del canale Telegram – non si commenta, nessuna foto, nessuna offesa, non inviare contatti al gruppo». La chat inoltre, a intervalli regolari di poche ore, cancella la cronologia dei messaggi inviati “ripulendosi” da tutte le segnalazioni arrivate. Non è dato quindi sapere se Salemi abbia o meno effettuato in passato altre segnalazioni come quella di giovedì sera.
Quel che è certo è che questa tipologia di chat prolifera da anni su varie piattaforme di messaggistica istantanea (come appunto Telegram). Di per sé, segnalare su chat di gruppo private la posizione di controlli stradali non costituisce alcun reato in quanto non produce un’interruzione di pubblico servizio. Anche se sul tema in tutta Italia si è discusso (e si discute ancora oggi) a lungo: si può infatti incorrere nel rischio di favorire malintenzionati che, iscritti a questi gruppi, potrebbero trarre vantaggio da determinate segnalazioni eludendo i posti di blocco delle forze dell’ordine.
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